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Tre nuovi incontri con la scrittura: alle Terme Tettuccio di Montecatini c’è “Acqua in bocca”

Un momento della presentazione di “Acqua in bocca” al Tettuccio (Foto Nucci)
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Un momento della presentazione di “Acqua in bocca” al Tettuccio (Foto Nucci)

Si inizia con la “lectio magistralis” di Banti mentre sabato sarà la volta della Vivinetto. Chiude Ippolito

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MONTECATINI. Un week end da non perdere alle Terme Tettuccio di Montecatini con la rassegna di “Acqua in bocca (ma non troppo)”: tre giorni di arte, storia, cultura e poesia con ospiti prestigiosi e grandi case editrici.

Comincia oggi, venerdì 18 settembre,  alle 16 lo storico Alberto Mario Banti con una Lectio Magistralis su “Le donne della borghesia a partire da il Balcone di Manet”. Banti è uno storico e docente italiano, dal ’95 ha ricoperto prestigiosi ruoli accademici anche internazionali, collaboratore di riviste storiche, esperto di storia del Risorgimento.

Domani, sabato 19, invece, grande attesa per Giovanna Cristina Vivinetto, già Premio Viareggio nel 2018 con il suo “Dolore Minimo” con introduzione di Dacia Maraini. La giovane poetessa alle 16 del 19 settembre racconta la sua ultima raccolta “Dove non siamo stati”(Bur Rizzoli).

Una poesia di fantasmi e di addii, case abbandonate, realtà custodite solo nel ricordo di chi resta, nei giochi lasciati dai bambini nei cortili dell’infanzia.

Per domenica 20 alle 16 Roberto Ippolito presenta Delitto Neruda (Chiarelettere), libro inchiesta e thriller mozzafiato sul poeta Premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet.

Anche la poesia è considerata sovversiva. Cile, 11 settembre 1973, l’instaurazione della dittatura militare di Pinochet. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Dodici giorni dal golpe che depone l’amico Allende, Pablo Neruda muore nella Clinica Santa Maria di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex Presidente Frei Montalva, oppositore del regime. La sua morte avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia ed il certificato di morte è sicuramente falso.

“Il mondo deve sapere la verità sulla morte di mio zio Pablo”, sono le parole sulla fascetta, dette dal nipote Rodolfo Reyes.

Pablo Neruda, poeta dell’amore e dell’impegno civile raccontato da Roberto Ippolito, giornalista e scrittore, dopo “Evasori”, “Il bel paese maltrattato”, “Ignoranti”, “Abusivi” ed “Eurosprechi”, firma dunque un’inchiesta stringente sulla misteriosa morte di Neruda.

Gli incontri della rassegna sono tutti ad ingresso libero ed offrono al pubblico, nel rispetto delle norme Covid, la possibilità del firma libro con l’autore e di rivolgere domande dalla platea.
Conduce e modera il festival letterario Simona Peselli. –
 

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