Il Tirreno

Montecatini

il profilo 

Il riformista, braccio destro del sindaco Riccardo Franchi

F. M.

Nato nel 1985, si è formato nella Sinistra Giovanile Ha aderito con convinzione al Pd È libero professionista nel settore assicurativo 

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UZZANO

Classe 1985, in tasca una laurea da 110 e lode in Scienze della politica e dei processi decisionali, con specializzazione in diritto regionale e degli enti locali, da sempre impegnato in politica. Il ritratto di Dino Cordio, candidato a sindaco del Comune di Uzzano per la lista “Democratici per Uzzano”, rappresentante della coalizione del centrosinistra, è quello di un giovane impegnato, sostenitore delle autonomie locali, con il pallino per la cultura. Libero professionista nel settore assicurativo, Cordio ha una compagna ed è padre di due bambini. La famiglia è per lui la prima grande passione, a cui seguono quella per la politica e quella per la letteratura. Vive da sempre a Uzzano e, nonostante la giovane età, ha una lunga esperienza come amministratore locale alle spalle. Cordio è stato infatti eletto per ben due mandati nelle file del centrosinistra, ricoprendo dal 2010 al 2015 l’incarico di capogruppo in consiglio comunale a Uzzano e poi quello di vicesindaco, con deleghe a cultura, turismo, pubblica istruzione, comunicazione, politiche giovanili al fianco del sindaco uscente, Riccardo Franchi, di cui è il braccio destro. Tutte esperienze che hanno permesso al giovane candidato di imparare a muoversi in modo disinvolto all’interno del mondo delle istituzioni. Il suo impegno in politica nasce in adolescenza quando Cordio entra a far parte della Sinistra Giovanile. Da allora è sempre rimasto un fedelissimo, senza vacillare dinanzi alle mutazioni subite negli anni dal centrosinistra, convinto sostenitore di alcuni dei valori fondanti di quest’ultimo, che lo stesso Cordio cita: inclusione, tolleranza, attenzione alla persona, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, tutela del lavoro e rispetto dell’ambiente. Pragmatico e idealista nello stesso tempo, motiva la scelta di candidarsi, ora, come in passato, con la volontà di cambiare la realtà, avvicinandola il più possibile a ciò che ritiene esser giusto. «Le cose si cambiano solo nelle sedi opportune», tiene però a precisare, rivelando il suo profilo più realista e moderato. Quando si parla di modelli afferma di appartenere a «una generazione orfana di punti di riferimento» e di aver spesso preso a modello persone conosciute nella vita reale e idee rubate ai libri. Si definisce un «riformatore». «La politica per me – dice – è far prevalere il noi rispetto all’io, cercando di superare schemi e barriere che appartengono al secolo scorso, tenendosi stretti gli ideali nei quali si crede. Ci ho sempre creduto, per questo ho aderito convintamente al Pd e alla sua fondazione, anche se negli ultimi anni ha smarrito un po’ quella strada di riformismo vero all’insegna dell’inclusione». –

F. M.

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di Redazione web