Gioco
Task force per evitare gli assembramenti
Il sindaco Giurlani: «Regole e metodi devono essere collaudati» L’assessore Grossi: «È filato tutto liscio grazie ai presidi»
PESCIA
Tutto bene. Il bilancio del primo giorno di scuola è positivo sia per gli insegnanti, che per gli alunni e le loro famiglie. Alta era l’aspettativa e anche la preoccupazione per come sarebbe andata, ma alla fine l’organizzazione poderosa della scuola, insieme a quella istituzionale ha portato i suoi frutti. «Siamo contenti – è stato il commento dell’assessore comunale all’istruzione Fiorella Grossi – perché tutto è filato liscio: ha funzionato il trasporto scolastico, che abbiamo messo a disposizione fin dal primo giorno, gli ingressi scaglionati e anche le misure anti contagio. Merito delle dirigenti scolastiche che si sono spese tantissimo nell’organizzazione e anche dei centri estivi, che per certi versi avevano già dato la misura di come ci si dovesse muovere all’interno di un contesto educativo».
L’amministrazione comunale, in considerazione del fatto che Pescia tra alunni della scuola dell’obbligo e delle superiori conta una popolazione studentesca di circa 6700 unità, aveva messo in campo molte risorse: oltre alla polizia municipale, anche i volontari del servizio di protezione civile comunale e le Gav (guardie ambientali volontarie) sono state impiegate per scongiurare gli assembramenti in entrata e in uscita e personale comunale è stato adibito alla misurazione della temperatura e all’assegnazione dei posti sui pulmini.
«Almeno per i primi giorni – ha sottolineato il sindaco Oreste Giurlani – tutti daranno una mano, almeno fino a quando regole e metodi non diventeranno collaudati».
Per gli insegnanti, inutile nasconderlo, la fatica aumenta «per via del fatto – dicono – che alcune cose richiedono tempo. Il primo giorno è andato benissimo, i bambini sono stati super attenti ad ogni prescrizione, tutti avevano la mascherina, c’è da chiedersi che succederà col passare del tempo. Le regole, prima o poi, inizieranno a stare strette?».
Anche i genitori si sono mostrati assolutamente recettivi e collaborativi, qualcuno ha segnalato da parte loro persino qualche eccesso di zelo, facendo consegnare alla maestra un foglietto che indicava la temperatura rilevata quella mattina.
«La preoccupazione vera la attendiamo con l’arrivo dei mali di stagione – hanno sottolineato gli insegnanti – quando dopo che l’alunno è stato in casa adducendo qualsiasi tipo di malessere, dovrà sottoporsi a tampone prima del rientro a scuola, a meno che non sia il pediatra ad assumersi la responsabilità di non farlo fare. Di questo i genitori sono preoccupati e anche noi. Che succederà a quel punto?». Come ha ribadito l’assessore Grossi: «Tutto è un work in progress, man mano che nasceranno delle esigenze nuove vedremo di affrontarle». Tutto bene anche alle superiori, dove i ragazzi «sono stati anche fin troppo responsabili» hanno commentato alcuni insegnanti «sarebbe bene che questi comportamenti virtuosi li adottassero anche quando sono fuori dalla scuola però». –
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