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Il ritorno sui banchi tra mascherine, gel igienizzante e ingressi scaglionati

David Meccoli Giovanna La Porta
Il ritorno sui banchi tra mascherine, gel igienizzante e ingressi scaglionati

I presidi della Valdinievole non hanno segnalato particolari disagi, l’inizio delle lezioni è stato sufficientemente fluido

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Tra mascherine e gel igienizzante, ingressi “diluiti” o “scaglionati”, è andato in archivio il primo giorno di scuola dell’era Covid. Una di quelle giornate che resterà impressa nella memoria collettiva e che, si spera, costituirà un’eccezione in vista del completo ritorno alla normalità. Ma intanto la scuola ai tempi dell’emergenza ha visto un inizio anno sufficientemente fluido, almeno a stare alle dichiarazioni dei vari dirigenti.

«Ragazzi e docenti – dice la preside dell’Istituto comprensivo Ferrucci di Larciano, Rossella Tedesco – hanno vissuto profonde emozioni. Ho visitato tutte le aule e ho chiesto a tutti di fare la loro parte: davanti mi sono comunque trovata persone responsabili, che hanno capito la situazione e che sembrano disposte a rispettare le regole imposte dalla particolare situazione. Almeno l’80 per cento degli studenti, nonostante potessero togliersi la mascherina grazie al distanziamento tra i banchi, ha preferito indossarla per tutta la mattinata».

E proprio una nuova consegna di mascherine ha preso il via da ieri nei vari plessi dell’istituto. «Ne abbiamo distribuite 10 a testa, in modo da coprire intanto le prime due settimane di scuola», dice la preside Tedesco, che parla anche di ingressi dalle diverse porte degli edifici per evitare qualsiasi assembramento.

«Ho notato – dice Alberto Ciampi, preside di uno dei due istituti comprensivi di Monsummano, lo Iozzelli – una grande disponibilità da parte di tutti ad adattarsi alle nuove regole. Da luglio abbiamo lavorato affinché andasse tutto bene alla riapertura delle scuole e siamo riusciti a limitare lo scaglionamento degli ingressi a una differenza di massimo cinque minuti tra una classe e l’altra. Le mascherine? Le avevano tutti e comunque ne abbiamo consegnata una a testa a chi ne ha fatto richiesta».

Qualche problema in più si è creato nella gestione del traffico all’esterno dei plessi, ma, assicura il preside, «si tratta solo di organizzare meglio i flussi delle auto».

«Finalmente – dice la dirigente scolastica dell’Istituto Pasquini di Massa e Cozzile, Rachele Pirozzi – si riparte con la didattica in presenza. Per il Pasquini la sfida è stata duplice: da un lato, il compimento della complessa organizzazione di tutte le misure di sicurezza anti-Covid, che ci ha visti al lavoro tutta l’estate con il supporto dell’amministrazione comunale; dall’altro, il plesso della scuola secondaria è stato interessato da importanti lavori di adeguamento antisismico, eseguiti dal Comune e che sono stati portati a termine prima del suono della campanella, restituendoci una scuola ancora più sicura».

È filato tutto liscio all’istituto comprensivo Chini nel primo giorno di scuola era Covid-19.

«Sono soddisfatta – dice la preside Roberta Tommei – tutti hanno collaborato nel migliore dei modi, ci mandano ancora tanti docenti ma abbiamo provveduto a coprire tutti i varchi con il personale scolastico a disposizione. Tutto bene nelle scuole primarie e dell’infanzia, in particolare alla don Facibeni e alla Pascoli. Da segnalare, per dovere di cronaca, una email di una mamma che si lamenta per gli assembramenti dei genitori fuori dai cancelli. Cercheremo di migliorare, l’esterno non è di nostra competenza».

Tutto a posto e secondo i piani anche all’alberghiero Martini: «Gli studenti – assicura il dirigente Riccardo Monti – rispettano le regole con coscienza, soprattutto all’interno. Sull’esterno resta da migliorare la situazione, lavoreremo per questo».

Graziano Magrini, preside del liceo Coluccio Salutati, non ha nulla da segnalare: «Tutto è filato liscio, molto bene lo scaglionamento negli ingressi. Resta da fare il punto sulla situazione dei lavori negli edifici, prossimamente aggiorneremo la comunità». –

David Meccoli

Giovanna La Porta

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