Toscana
Cinema appesi a un filo sottile tra norme Covid e assenza di film
Grandi difficoltà per i gestori dell’Imperiale e dell’Excelsior di Montecatini a rimanere aperti. Le case di distribuzione non collaborano
MONTECATINI. I cinema al tempo dei film che non ci sono. È questa la kafkiana situazione che stanno vivendo le sale cinematografiche, strette tra l’incudine dell’assenza del prodotto e il martello della pandemia dalla quale si stenta a uscire. Con l’aggravante di un contesto che vede un cane che si morde la coda e che fa avvitare la crisi su se stessa. Senza un’apparente (almeno per ora) via d’uscita.
Per spiegarsi meglio: le case di distribuzione immettono sul mercato i film pesandoli col bilancino anche perché non ci sarebbero sufficienti sale aperte; i cinema per tornare attivi al cento per cento vorrebbero più pellicole che il mercato a oggi non è in grado di garantire. A Montecatini il primo a riaprire è stato l’Imperiale di piazza D’Azeglio, che dopo un intervento di ristrutturazione e riqualificazione della storica facciata («Abbiamo preso l’occasione del post-lockdown per fare dei lavori programmati da tempo», dice il titolare Luigi Lavarini) è ripartito con una programmazione (ridotta) fin dal 19 agosto. Le uniche pellicole che hanno “retto” al momento sono state “Tenet” (l’ultima fatica di Christopher Nolan) e “After 2” (destinato a un pubblico più giovane). Ma per rivedere un po’ di “ciccia” si dovrà attendere ottobre, con “Wonder woman” e “Assassinio sul Nilo”.
«Per il resto – dice Lavarini – il prodotto continua a mancare e le case di distribuzione sono praticamente ferme, in attesa degli eventi. E film di cassetta non se ne vedono all’orizzonte: per il nuovo 007 dovremo attendere ancora qualche mese, dell’ultimo di Verdone non si sa più niente. Senza contare che i distributori chiedono la disponibilità di più sale per un singolo film, 5 o anche 7 spettacoli al giorno e percentuali sugli incassi sempre più alte».
La famiglia Lavarini ha gestito anche il cinema estivo sotto le stelle al parco di Villa Forini Lippi: «È andata abbastanza bene, anche se grossi margini di guadagno non ce ne sono per iniziative come questa», dice Luigi. Come a dire: la partita si giocherà d’ora in avanti.
Chi ha riaperto la scorsa settimana, ma nutre seri dubbi se tornare temporaneamente a chiudere i battenti la prossima, è Paolo Lozzi, gestore del multisala Excelsior di viale Verdi e presidente provinciale ’Anec, l’Associazione nazionale esercenti dei cinema.
«La mia struttura – dice – è tornata a offrire film alla clientela, ma tutti gli occhi sono puntati sui distributori, soprattutto quelli internazionali che sono fermi. Una situazione che ci fa vivere alla giornata: oggi le sale in Toscana sono aperte, domani chissà».
E a creare questo clima di incertezza ci sono anche le normative (recentemente prorogate almeno fino al 30 settembre), che restano quanto mai stringenti. Nei cinema si entra e si esce da porte diverse; i locali devono essere costantemente sanificati; deve essere garantito un distanziamento di un metro tra le persone (a eccezione di quelle di uno stesso nucleo familiare); in ogni sala ci deve essere un massimo di 200 persone; e soprattutto (cosa che fa storcere la bocca a molti) la mascherina deve essere indossata anche durante la visione del film. «A livello psicologico – conclude Lozzi – la gente ha ancora un po’ di paura. Ma senza un clima più disteso e senza un po’ di coraggio da parte delle case di distribuzione, si va poco lontanoZ. —
David Meccoli
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