Il Tirreno

Montecatini

L’impennata di gennaio aveva solo illuso «Ma già nel 2019 mancavano gli eventi»

David Meccoli
L’impennata di gennaio aveva solo illuso «Ma già nel 2019 mancavano gli eventi»

Le associazioni degli albergatori, dopo un 2020 da gettare al macero, guardano con molta preoccupazione anche al 2021 

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MONTECATINI

Era già tutto previsto. Non hanno destato particolare sorpresa le statistiche sul turismo pubblicate con mesi di ritardo dal Comune di Pistoia (ente incaricato di occuparsi della materia a livello provinciale dopo la chiusura delle Apt). Numeri che hanno certificato la crisi in atto nel settore (inevitabile, dopo la pandemia), ma che hanno evidenziato anche come la parabola discendente fosse iniziata già nel corso del 2019. E ora si guarda con (molta) preoccupazione anche al 2021.

A Montecatini, nel 2019, gli arrivi sono diminuiti del –1,9% rispetto al 2018 (passando da 662.746 a 650.492) e le presenze sono scese del –3,8%, passando da 1.709.168 a 1.644.752. Gennaio (mese di bassa stagione, con pochi alberghi aperti), sembrava aver lanciato lo sprint al 2020, avendo fatto registrare +25, 99% di arrivi e +28,05% di presenze, ma già a febbraio c’era stata una prima parziale frenata (-8,52% arrivi e +2,10% presenze), per poi arrivare al definitivo crac con l’entrata in vigore dello stato di emergenza: a marzo –96,59% e –92,60%, ad aprile –99, 92% e –98,65%.

«Purtroppo – commenta Carlo Bartolini, presidente Apam – si tratta di numeri che in qualche modo ci aspettavamo, la cui tendenza generale era già emersa dagli strumenti di rilevazione in nostro possesso e nel costante dialogo con i nostri associati. Il crollo era quindi atteso: alla cronica assenza di un prodotto turistico si aggiunge ora la pandemia e con essa anche la crisi delle città d’arte, alle quale ci appoggiavamo. Questo ci porta a dire che anche il 2021 sarà un anno estremamente complicato, con grossi rischi per le imprese e i loro dipendenti».

Che le statistiche attese fossero quelle poi effettivamente emerse dalla pubblicazione sul web è confermato anche da Assohotel. «Pochi eventi organizzati nel corso del 2019 e casse comunali praticamente a secco – dice il presidente Fabio Cenni – hanno portato a questi risultati. Se c’è invece un dato che mi ha sorpreso è stato quello relativo al Natale, che sembrerebbe non essere poi andato così male. In generale, comunque, un assestamento dopo anni di numeri turistici in aumento non deve spaventare. Certo, sarebbe meglio ora togliere dalle statistiche gli anni 2020 e, temo, anche 2021».

Anche per Sabrina Gilardi (Confindustria turismo) è stata l’assenza di importanti eventi a caratterizzare negativamente i numeri del 2019. E il futuro è a tinte fosche: «Fino a qualche tempo fa si pensava che la data della ripartenza potesse coincidere con settembre. Ma viviamo ancora nel pieno dell’incertezza e dell’insicurezza e i tour operator esteri (in molti Paesi i dipendenti non sono coperti neanche dalla cassa integrazione) sono quasi tutti chiusi. Sarà lungo e difficile ricostruire unarete turistica internazionale”. —

David Meccoli

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