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Asparagi giganti, orgoglio degli ortolani

Roberto Grazzini
Asparagi giganti, orgoglio degli ortolani

Un esempio delle prelibatezze della Valdinievole nella foto dell’archivio Rosellini in omaggio domani con “Il Tirreno”

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PESCIA

Penultima tappa, quella di domani, in giro per la Valdinievole a caccia di ricordi e alla scoperta di figure ed attività ormai quasi del tutto scomparse. Riposti nel cassetto o appesi al muro in appositi quadretti le istantanee, rigorosamente in bianco e nero della città delle Terme coi relativi Vecchi mestieri, siamo passati da qualche giorno alla scoperta della laboriosa terra pesciatina. Dal punto di vista economico, vivai e cartiere sono da sempre le attività “da traino” di questa zona della provincia di Pistoia dai connotati decisamente lucchesi. Ed è stato, come dire, quasi fisiologico partire raccontandone la storia nelle due precedenti fotografie.

Il tredicesimo “clic” di autore, tratto dall’archivio Rosellini, che troverete domani in edicola in regalo con l’acquisto del nostro quotidiano riguarda invece il mercato rionale di Pescia, frequentato angolo caratteristico cittadino nonché dispensatore di prodotti gustosi alimentari a chilometro zero. Come non citare ad esempio il prelibato fagiolo di Sorana, digeribilissimo poiché senza buccia, dal marchio brevettato. E non dimentichiamoci della “Cioncia”, tipico piatto locale a base di testina e coda di vitello. Sul bancone qui ritratto invece notiamo dei mastodontici asparagi, altro significativo biglietto da visita del “gourmet” pesciatino. Una autentica leccornia, conosciuta (e cucinata) a partire dal Seicento, esaltata anche dalla Accademia Italiana della Cucina, la cui breve ed intensa coltivazione, da fine marzo a tutto maggio, consegna al consumatore un piatto superlativo.

Si tratta di un asparago particolarmente carnoso che da solo raggiunge i 50 gr di peso e i 50 cm di altezza, denominato ufficialmente “Il Grosso” oppure “Il Gigante”, generoso in gusto e dolcezza. Fa parte dell’ élite degli asparagi “Bianchi” al pari di quelli Cesena, di Bibione, di Terlano, di Rivoli Veronese, di Bassano, tutti “Dop”. Lo si può assaporare semplicemente dopo una veloce lessatura o, ancor meglio, previo cottura al vapore condito di olio extravergine (ci mancherebbe altro!) e aceto, o magari alla parmigiana (con formaggio e burro fuso) o alla Bismarck, nel perfetto sposalizio col forte aroma dell’uovo “al padellino” .

Senza contare poi le proprietà benefiche di tale alimento come: aumentare la fluidità del sangue, regolarizzare l’intestino pigro, stimolare la diuresi e rimineralizzare l’organismo grazie al buon contenuto in calcio, ferro e potassio.

Certo, un tempo terreni e modalità di coltivazione si tramandavano di padre in figlio ed oggi questa bella tradizione si è un po’ persa. Noi restiamo fiduciosi che la fertile Valdinievole continui a sfornare tale bontà, puntando anche su questo spot fotografico. —



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