Toscana
La Fit Cisl di Pistoia: «Gli autisti non possono controllare l’affluenza sui mezzi»
I problemi del trasporto alla riapertura delle scuole
MONTECATINI. Il trasporto scolastico rimane al centro del dibattito pubblico in vista della riapertura delle scuole prevista il 14 settembre.
Così come hanno fatto altre organizzazioni di categoria, anche il sindacato Fit-Cisl di Pistoia, attraverso il segretario provinciale Massimo Chirli, esprime forte preoccupazione per la situazione piuttosto confusa riguardo il trasporto pubblico scolastico a pochi giorni dalla riapertura degli istituti, un tema che sta giustamente a cuore a migliaia di famiglie in tutta la provincia di Pistoia.
«Per rispettare l’applicazione delle norme sul contenimento del Covid-19 relative al distanziamento sociale a bordo dei bus – spiega Chirli – è necessario un numero molto superiore, sia di mezzi che di autisti, rispetto a quelli attualmente in forza nelle aziende Copit e Trasporti Toscani che operano sul territorio pistoiese. Ad oggi non è ancora chiaro come potrà essere reclutato il personale, dove verranno reperiti i mezzi e soprattutto con quali risorse».
«Particolare attenzione – prosegue Chirli – merita anche la gestione dell’affluenza a bordo del bus di persone in numero ridotto in quanto la capienza del mezzo sarà molto inferiore a quella normale (cioè più o meno il 70%). Ma chi gestirà la questione? Non crediamo certo possa essere il conducente a farlo e anche su questo tema dovremo trovare a breve una soluzione, magari con nuove assunzioni di personale, o forse con il supporto delle forze dell’ordine».
«Lo scorso 6 agosto – ricorda Chirli – assieme alle altre organizzazioni di categoria, in un incontro in prefettura, abbiamo espresso queste e altre criticità con l’auspicio di trovare insieme soluzioni adeguate a tutela degli autisti, soprattutto per evitare che si creino tensioni. Se non vi saranno, a breve, risposte chiare, credo che sarà veramente difficile riprendere con regolarità i servizi scolastici il 14 settembre. Come non sono da escludere - conclude il segretario di Fit-Cisl - manifestazioni spontanee di protesta del personale». —
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