Italia
Terme, prorogato al 30 settembre il contratto integrativo dei lavoratori
MONTECATINI
Un’assemblea sindacale per aggiornare i dipendenti delle Terme sugli sviluppi riguardo la decisione, da parte dell’azienda, di tagliare i contratti integrativi al personale. Sono stati mesi difficili per i lavoratori che – qualora la disdetta si verificasse – dovrebbero rinunciare a parte dello stipendio. I dipendenti, supportati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, si sono incontrati ieri, dalle 10 alle 12, al Tettuccio per un’assemblea sindacale che, però, ha suscitato qualche mugugno tra gli utenti dello stabilimento termale, costretti a uscire prima del previsto.
Riguardo all’esito della vertenza sindacale, non è ancora tutto perduto. «Intanto abbiamo ottenuto una proroga fino al 30 settembre: almeno fino a quella data i salari dei lavoratori non subiranno decurtazioni – spiega Alessandro Cartei, segretario provinciale della Filcams Cgil di Pistoia – D’altronde, dopo anni di sacrifici, tagli al personale e contratti di solidarietà, l’azienda dice che i lavoratori, una quarantina a tempo indeterminato e una parte ancora più consistente a termine, devono rinunciare a una parte dello stipendio. Una richiesta inaccettabile e, per questo, un nuovo incontro è già stato fissato per il 9 settembre. Nel frattempo, abbiamo chiesto alla Società Terme di presentare il piano industriale per capire quale sia il progetto che intende portare avanti. Quel che è certo proseguiremo, uniti, la trattativa a tutela dei lavoratori».
Ma la riunione sindacale dei dipendenti delle Terme, come primo effetto, ha avuto la chiusura del Tettuccio. Nell’ultimo week end del mese, a pochi giorni da quello che è stato già battezzato come il settembre più buio del turismo montecatinese. Prenotazioni negli alberghi a quota quasi nulla e sgomento e preoccupazione da parte di albergatori, imprenditori e commercianti. Così ieri mattina, quando la manciata di curisti e turisti presenti nello stabilimento ha ascoltato l’appello al microfono con cui venivano invitati ad uscire – perché dalle 10 alle 12 era prevista l’assemblea – in molti non potevano credere alle loro orecchie. E anche se all’ingresso c’era tanto di cartello scritto in italiano e in inglese, a molti l’idea dell’assemblea non è piaciuta. «Ma come, fanno sciopero? – si è lamentato un imprenditore di Brescia, cliente termale da anni – Invece di rispettare chi nonostante tutto è venuto a fare la cura delle acque, ci buttano fuori?».
Ma, alla fine, non è rimasto molto da fare se non attendere la fine dell’assemblea. –
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