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vecchi mestieri 

Quando gli spazzini facevano bella la città

Roberto Grazzini
Quando gli spazzini facevano bella la città

Domani la dodicesima foto storica in regalo ai lettori del Tirreno, messa a disposizione dall’archivio Rosellini

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MONTECATINI

C’e ancora tempo per conoscere qualche figura professionale storica della Montecatini di una volta, prima di lasciare spazio agli scenari relativi al territorio ed alle antiche atmosfere dell’hinterland pesciatino.

La bella iniziativa del nostro quotidiano dedicata ai Vecchi Mestieri, documentati dalle suggestive foto d’epoca, in bianco e nero, che i lettori stanno avendo in regalo con l’acquisto del quotidiano ogni martedì mercoledì, giovedì e venerdì è infatti quasi al termine della terza settimana.

La dodicesima istantanea proveniente dal fornito archivio della ditta Rosellini, dinastia di fotografi doc della Valdinievole alla terza generazione, in edicola domani, mostra in azione uno spazzino del municipio di Montecatini in azione. Siamo in periodo appena post bellico e di materiale deteriorato da buttar via, ahimè, ce ne era a volontà al contrario della roba da mangiare.

Ecco spiegato l’ingombrante carretto, rigorosamente spinto a mano, con tanto di apertura a sportello, capace di contenere oggetti pesanti e voluminosi. Gente che passava porta a porta, cortese e nerboruta perché di certo alla fine della giornata il diligente dipendente comunale si era “fatto” senz’altro i muscoli, trasportando tale fardello.

In tempi difficili, era diffusa comunque diffusa e consolidata l’abitudine, sia da chi dirigeva gli uffici in municipio ed alle Terme, ma soprattutto fra gli stessi bagnaioli l’abitudine a tenere in ordine la città che fece poi guadagnare a Montecatini l’appellativo di Giardino dell’Europa. E gli spazzini svolsero in tal senso un ruolo di primaria importanza.

Intanto col passare del tempi, quelli che ora vengono chiamati operatori ecologici durarono un po’ meno di fatica, in quanto vennero più funzionali e pratiche biciclette col cestello raccoglitore davanti e le immancabili scope di saggina.

Alla mattina, di buon’ora, all’apertura del rotolante del loro quartiere generale, situato proprio accanto ai Macelli (per intenderci nella zona dove adesso c’è la Vival Banca), uscivano con pedalata fiera per raggiungere le rispettive aree operative.

Oltre a tenere strade e marciapiedi in ordine, era loro costume, come in passato chiedere alle attività del posto se avevano rifiuti da smaltire, o roba vecchia da portare via, facendo un ulteriore servizio alla comunità. Inoltre si creava quel rapporto confidenziale, quasi d’amicizia con gli abitanti del quartiere; mentre ora, spesso, gli inquilini dello stesso palazzo non si conoscono.

Con l’avvento delle cooperative, delle varie associazioni e ditte annesse, questa figura è di fatto scomparsa, pur restando nel cuore e nella mente di tutti i montecatinesi. –



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