La manifestazione
Dissequestrate quote del Bar Centrale
Il pubblico ministero ha deciso di restituire tutti i beni anche alla compagna moldava di Paolo Posillico
MONTECATINI. Il Bar Centrale è tornato nella piena proprietà dei legittimi titolari delle quote sociali.
Il pubblico ministero Luigi Boccia della Procura della Repubblica di Pistoia ha ordinato il dissequestro delle quote e dei beni che sono stati oggetto del sequestro preventivo nei confronti di Ina Frumos, indagata insieme a Paolo Posillico e altri per concorso in trasferimento fraudolento di beni.
In particolare alla signora Frumos, 37 anni residente a Montecatini e di nazionalità Moldava, sono state restituite la piena disponibilità del 34% delle quote della “Centrale srl” che gestisce l’omonimo bar di piazza del Popolo, la disponibilità del conto corrente intestato alla stessa società con un attivo di poco più di quindicimila euro e, ovviamente la possibilità di potersi nuovamente occupare della stessa attività commerciale.
La decisione del pubblico ministero è maturata, ancora prima di arrivare in aula, dopo che lo stesso magistrato ha avuto modo di leggere l’istanza di dissequestro presentata dai difensori di Ina Frumos e soprattutto dopo l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Firenze che il 4 agosto scorso aveva annullato l’ordinanza applicativa della misura di sicurezza nei confronti del coindagato Paolo Posillico «per mancanza di gravi indizi di colpevolezza», che si è comunque dimesso da qualsiasi carica all’interno della società.
Nel frattempo e alla luce degli sviluppi dell’inchiesta, il socio di maggioranza della società, Tony Manna che vive in Canada, sembra pronto a fare tutti i passi necessari con la Giustizia italiana «per chiedere conto di questa indagine che avrebbe fortemente danneggiato l’immagine del Bar Centrale e gli interessi dei legittimi proprietari, senza che ad oggi siano emersi, come da ordinanza del Tribunale del riesame, gravi indizi di colpevolezza».
In particolare l’indagine era nata perché la Guardia di Finanza ha ritenuto che Paolo Posillico, 50 anni originario di Prato e residente a Montecatini, già sottoposto alle misure di prevenzione antimafia, fosse non il direttore del Bar Centrale, bensì il proprietario di fatto. Di qui la decisione della misura cautelare nei suoi confronti. Il gip negò la stessa richiesta per i soci titolari legali.
La società in realtà è posseduta per il 34% da Ina Frumos, compagna di Posillico e per il 66% dalla Pave-Scape contracting enterprises Ltd di Tony Manna, 55 anni, di Poggiomarino (Napoli) e che vive in Canada. —
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