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L’AgrarioAnzilotti festeggia con le foto di 110 anni di storia

Maria Salerno
L’AgrarioAnzilotti festeggia con le foto di 110 anni di storia

In mostra al Palagio le immagini di oltre un secolo di vita che testimoniano anche il contributo dell’istituto all’evoluzione economica del territorio pesciatino

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PESCIA

Centodieci anni di storia in mostra al Palagio. Così l’Istituto Agrario Anzilotti ha voluto festeggiare il suo compleanno, il 110° da quando fu effettivamente aperto dopo la sua fondazione, il 14 luglio1909, come “Regia scuola pratica di Agricoltura”, facendo di Pescia il punto di riferimento per tutti gli studenti d’Italia che volevano compiere studi specifici.

La mostra, inaugurata domenica passata, consiste in una nutrita documentazione fotografica, in parte proprietà della scuola stessa e in parte arrivata dalla collezione del professor Andrea Voirgar, che ha messo le immagini a disposizione per l’evento e che seguirà i visitatori che andranno a visitare la mostra, dispensando loro curiosità e notizie storiche.

Una storia importante quella dell’Istituto Agrario, che si inserisce nel più vasto quadro dell’evoluzione dell’istruzione agraria in Italia e dell’agricoltura pesciatina. L’Istituto di Pescia, infatti, ha avuto un ruolo non secondario nella promozione del vivaismo olivicolo, offrendo anche importanti contributi alla ricerca del settore.

«Una scuola che ha determinato la storia del nostro territorio di generazione in generazione – ha detto il sindaco Oreste Giurlani – e ha formato tanti esperti, imprenditori, eccettera, pesciatini e non solo. Una scuola che esercita un richiamo attrattivo per molti giovani che vorrebbero studiarvi. Anche perché l’agricoltura qui a Pescia è sempre viva, ci sono 430 aziende solo di florovivaismo».

L’organizzazione della mostra si deve principalmente ad Andrea Voirgar, docente dell’Anzilotti, che ha spiegato come la raccolta fotografica contenga documenti già risalenti al 1909, anno della fondazione dell’istituto, ad esempio una foto degli studenti di quell’anno, che furono i pionieri.

Voirgar ha sottolineato come la scuola dipendesse in origine dal Ministero dell’Agricoltura, al quale andava giustificato ogni anno con documentazione scritta e fotografica il denaro pubblico che la finanziava. Si trattava, infatti, della prima scuola pubblica in Toscana, fino a quel momento erano state tutte private.

A tagliare il nastro inaugurale sono stati l’attuale dirigente Francesco Panico e l’ex dirigente Francesca Giurlani. Panico, nel suo intervento, ha voluto ricordare gli importanti contributi che la scuola ha dato al settore agricolo, riuscendo a rappresentare in breve tempo «un punto di riferimento importante della realtà socio economica, non solo di Pescia ma di tutta la Valdinievole».

Tra gli impulsi più significativi dati dall’Istituto Agrario: quello alla bachicoltura, diffusa nei primi anni del Novecento, al florivivaismo, nel secondo Dopoguerra, alla fondamentale reinterpretazione della coltivazione dell’olivo, che ha portato alla moderna olivicultura, secondo canoni avanguardisti che hanno consacrato di fatto Pescia quale capitale mondiale della stessa. Non per niente, la scuola possiede la raccolta dei semi di tutte le varietà di olivo di Italia.

Osservando i documenti ciò che appare evidente è che, oggi come ieri, a configurarsi come cifra distintiva di questa scuola è la propensione all’aggiornamento e all’innovazione. La mostra rimarrà aperta fino al 9 settembre, in orario serale, dalle 18,30 alle 22. —

Maria Salerno

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