Il dolore
È morto all’ospedale l’anziano ritrovato
Scomparso da casa a Montecatini mercoledì pomeriggio, Kostadin era stato rintracciato dopo quasi due giorni di incessanti ricerche
MONTECATINI. Non ce l’ha fatta, Kostantin Kalaydjiev. Nella notte tra venerdì 21 e sabato 22 agosto è spirato all’ospedale di Pescia, dove era stato ricoverato. La lacrime di gioia dei volontari, e degli uomini e donne delle forze dell’ordine, che venerdì mattina esultavano per il ritrovamento dei quel gentile signore bulgaro scomparso per quasi 48 ore, sabato mattina si sono trasformate in lacrime di dolore. Una pugnalata per tutti, dopo tanti sforzi, ricerche mai abbandonate fino a che il corpo dell’uomo non è stato scorto, intorno a mezzogiorno, nella prima propaggine di collina che va verso le Panteraie, sopra a via Papa Giovanni XXII.
Da qui si inerpicano strade che, attraversando campi, case private, casolari abbandonati, lungo via Riaffrico portano in alto, tra oliveti e campagna coltivata e incolta. Ed è stato qui che Kostantin è stato avvistato. Era sdraiato, privo di forze, con la testa appoggiata a un mattone come fosse un cuscino, nei pressi di un casolare abbandonato. Intorno a lui erba alta e “prunete” che lo avevano ferito in più punti durante quel suo girovagare senza mèta, tra momenti di lucidità ed altri, invece, dove il suo deficit di memoria dovuto all’età avanzata gli facevano perdere il senso dell’orientamento.
Lui, che aveva anche problemi a deambulare, era uscito dalla casa della figlia, dov’era ospite da tempo, in zona Musicisti, mercoledì 19 alle 16, per il consueto giro dell’isolato. Ma non era più rientrato. Dopo la denuncia di scomparsa al vicino Commissariato era partita la macchina delle ricerche: forze dell’ordine, vigili del fuoco, volontari di vari schieramenti. Ma anche un elicottero della Polizia, un drone, i cani molecolari dei carabinieri. Strade, parchi e campi battuti anche di notte, mercoledì e giovedì.
Poi, venerdì mattina, Kostantin è stato avvistato. Il medico del 118 lo ha trovato molto disidratato: due notti all’addiaccio e, soprattutto, due giorni sotto la vampa di agosto, senza avere la forza di muoversi, senza poter mangiare e bere, avevano messo a dura prova l’organismo di quest’uomo già esile. Ma il personale sanitario ha sperato comunque di salvarlo.
L’ambulanza ha portato l’ottantenne all’ospedale di Pescia, dove sono state praticate le cure necessarie per aiutarlo a riprendersi. Purtroppo, nella notte Kostantin si è arreso. Quel morbido cuscino al posto del mattone delle ultime 48 ore, e quelle apparecchiature accese sopra di lui, non sono stati sufficienti a ritemprarlo dalle troppe sofferenze patite davanti alla soglia del casolare nascosto dai rovi, in un silenzio rotto solo dall’incessante frinire delle cicale. — A.G.
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