Il Tirreno

Montecatini

vecchi mestieri 

Quando a Montecatini si ritrovava la forma con maschere di fango

Roberto Grazzini
La foto storica di Rosellini in regalo con Il Tirreno
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La foto storica di Rosellini in regalo con Il Tirreno

“Il Tirreno” prosegue la distribuzione di foto storiche messe a disposizione dal prestigioso archivio Rosellini

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MONTECATINI. Siamo così arrivati alla settima tappa (giovedì 20 agosto) del nostro suggestivo e coinvolgente viaggio fotografico tra i “Vecchi Mestieri” che hanno caratterizzato i territori tanto cari al Granduca Leopoldo di Toscana. Le significative istantanee, rigorosamente in bianco e nero ed in formato 24 x 24, fornite dalla casa fotografica Rosellini, che immortala immagini e ricordi da tre generazioni, in regalo ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì con “Il Tirreno”, accompagneranno ancora gli affezionati lettori.

Di fatto l’iniziativa sta permettendo ai più giovani di conoscere figure ormai scomparse quali le lavandaie e le mescitrici delle Terme, maestranza fedeli e preparate che con grande spirito di servizio e passione hanno contribuito agli splendori della Montecatini di una volta. Giusto perciò dedicare loro un meritato “doppio clic”.

Quindi, visto il periodo ed approfittando del Gran Premio di Ferragosto da poco disputato, c’è stato modo di rinverdire i fasti dell’anello magico dell’Ippodromo Sesana, dei poderosi destrieri e dei talentuosi guidatori. Allo stesso tempo si è voluto dare risalto ai punti di rifermento storici in città quali la Cascina, puntualizzando contemporaneamente il delicato e discrezionale ruolo del barman.

Giovedì 20 riapriamo per l’ennesima volta le cancellate degli stabilimenti termali per riproporre la storica immagine di un’estetista. Nel caso specifico l’opera della abile professionista in foto nell’immacolata divisa bianca (datata più o meno metà anni Sessanta), è supportata dai comprovati benefici della “polifunzionale” acqua termale, stavolta sotto veste di maschera di fango. Ciò entra in un’ottica collegata al ramo estetico non tanto fine a se stessa quanto destinata verso quella che un tempo non lontano veniva definita la cosiddetta “remise en forme”.

In pratica per il curista e/o la curista di turno diventava quasi naturale approfittare del periodo dedicato “a passare le acque” (altra locuzione, ahimé, passata di moda) abbinando trattamenti mirati a perfezionare e ristabilire lo stato fisico e mentale del soggetto in una atmosfera di totale relax. Alla fine del soggiorno le persone ne uscivano completamente rigenerate.

Fra l’altro molti albergatori capirono l’importanza di venire incontro all’esigenza della vecchia e nuova clientela, attrezzandosi con funzionali centri benessere interni. –


 

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