Il Tirreno

Montecatini

vecchi mestieri 

L’airone e la rana con le giovani mescitrici

Roberto Grazzini
L’airone e la rana con le giovani mescitrici

La foto di Rosellini in regalo mercoledì 19 con “Il Tirreno” propone i due simboli di Montecatini, “sorta” dalla palude dopo le bonifiche

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Montecatini. Prosegue la bella iniziativa del nostro giornale dedicata ai vecchi mestieri di una volta, illustrati alla perfezione dalle significative foto in bianco e nero di Rosellini distribuite assieme al quotidiano ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, in formato 24 x 34. Il suggestivo e nostalgico viaggio nel passato, senza un preciso ordine cronologico, dopo aver narrato vita e aneddoti di Lavandaie (la foto che trovate in regalo oggi, martedì 18 agosto), Barman e Driver (di cavalli), mercoledì 19 ritorna, per la seconda volta, sulle sorridenti, preparate  cordiali Mescitrici, stavolta in posa di fronte al Salone Regina delle Terme Tettuccio, nelle loro ordinate divise biancocelesti, colori dello stemma cittadino e della squadra di calcio; e rossoblù, sfumature cromatiche da sempre legate al glorioso Sporting Club e al basket. Colori che marchiano il forte attaccamento e il senso di appartenenza al territorio.

Eppoi c’è il vero simbolo della termalità, rappresentato da quella fontana con l’airone e della rana, a testimoniare il vissuto e la storia di Montecatini e delle sue acque salutari. Due animali molto diversi fra loro, ma entrambi parte integrante dell’habitat della Valdinievole, in principio paludoso, insalubre e invivibile, e quindi splendente di nuova luce grazie all’imponente operazione di bonifica voluta dal granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, lungimirante nel valorizzare le benefiche acque termali. Luogo successivamente reso fertile ed ospitale anche attraverso l’amore dei bagnaioli di un tempo.

La splendida fontana purtroppo venne vergognosamente oltraggiata nel novembre del 2015 quando dei delinquenti strapparono via la rana danneggiando pure il marmo dell’opera firmata nel lontano 1925 dallo scultore fiorentino Raffaello Romanelli. Artista di assoluto spessore apparteneva appunto alla famosa famiglia dei Romanelli, ed annoverava fra le sue opere, tanto per intenderci, il monumento equestre al re Carlo Alberto nel giardino del palazzo del Quirinale a Roma, quello in onore di Giuseppe Garibaldi a Siena e il busto di Benvenuto Cellini sul Ponte Vecchio di Firenze.

Per sicurezza, la direzione delle Terme, preferì giustamente mettere al sicuro l’Airone, orfano della fedele amica. Tuttavia Montecatini si senti spoglia, privata della propria dignità ma fortunatamente nell’aprile del 2017 la fontana, sapientemente restaurata, con tanto di cerimonia ufficiale e sindaco Giuseppe Bellandi in fascia tricolore, riprese la sua location originale. E dalla bocca della rana riprese ad uscire quello schizzo d’acqua che bagnava e dava sollievo al ventre dell’airone. Forse, chissà, fu l’impressione del momento, però sembrò come se tutto, nella città delle Terme, riprendesse il suo naturale corso. –

Roberto Grazzini
 

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