Sicurezza
«Giusta la stretta sulle mascherine ma non possiamo controllare in strada»
«Nei bar di viale 4 Novembre facciamo sempre attenzione Ma è vero che i giovani hanno un po’ abbassato la guardia»
MONTECATINI
Un gesto semplice, quasi comune – come prendere un drink e berlo in piedi davanti al locale, facendo quattro chiacchiere con gli amici – ora preoccupa. Perché alcuni dei titolari dei locali nel cuore della movida montecatinese, in viale 4 Novembre (dove, di solito, gruppi di persone si riuniscono) lo dicono chiaro e tondo: non possono avere occhi ovunque. E, di conseguenza, controllare che gli avventori indossino la mascherina anche fuori dai locali, in quei luoghi dove, in sostanza, è facile che si creino assembramenti.
L’ordinanza del ministero della Salute parla chiaro, però, e i titolari sono pronti, ancora una volta, a far rispettare le regole, seppur tra diverse difficoltà. «Devo ammettere di avere qualche perplessità su questa nuova disposizione – spiega Luca Di Giuseppe, uno dei soci del Bar Condicio – va bene indossare la mascherina obbligatoriamente dalle 18 alle 6. Ma mi domando: nel resto delle ore il virus che fa, se ne va in vacanza? Noi facciamo il possibile, lo abbiamo sempre fatto. Chi ha la prenotazione al tavolo entra e si siede; chi, invece, prende il drink e lo beve fuori, può accedere soltanto uno alla volta. Ma diciamolo: non possiamo controllare anche quello che succede in strada, poco distante dall’ingresso del nostro locale. Per questo, invitiamo tutti a essere scrupolosi».
Emanuele Tagliabue, uno dei soci del Juè di viale 4 Novembre e anche del bar Biondi di piazza del Popolo, spiega che sarà lui stesso uno degli addetti al controllo degli accessi, nel rispetto delle disposizioni. «Nei nostri locali c’è sempre molta attenzione e, adesso, la potenzieremo ancora – precisa –. Dobbiamo ammettere che soprattutto i giovani avevano un po’abbassato la guardia, ma non possiamo permettercelo. Continueremo a vigilare che tutto avvenga nel rispetto delle regole. Anche il divertimento».
Per Massimiliano Sichi del Sirah è giusto indossare la mascherina. «Le misure si erano un po’allentate – spiega – e forse alcuni, credendo che il virus se ne stesse andando, hanno pensato che non fosse così fondamentale indossare la mascherina. Ma gli ultimi eventi hanno dimostrato che non è così e che tutti quanti dobbiamo fare attenzione perché il Covid-19, purtroppo, è ancora tra noi. Da parte nostra, ci accerteremo che nessuno entri nel nostro locale senza indossarla».
Nessun giro di vite, invece, secondo Giacomo Cardelli della Cascina di viale Verdi. «Da noi è sempre stato così: senza la mascherina sul volto non si entra – sottolinea – e se qualcuno, per caso, se la fosse dimenticata, ci pensiamo a noi a fornirgliela, subito all’ingresso».
Ma, difficile negarlo, ancora per troppe persone la mascherina è quasi un accessorio – da portare calato sotto al mento o vicino al gomito – piuttosto che una barriera protettiva. A un tavolo, è seduto un gruppo di quatro ragazzi, sorseggiano un cocktail. «Non capiamo le lamentele di chi dice che veniamo in qualche modo privati delle nostra libertà – concludono Bequiri Fritniz con la moglie Erjona, di Pescia – siamo già molto fortunati a poter uscire e stare in compagnia, dopo i difficili mesi del lockdown. È un sacrificio che dobbiamo fare, tutti insieme, se vogliamo arginare il coronavirus». –
Martina Trivigno
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