Sicurezza
«Festeggio 108 anni? Io me ne sento 96...»
Il sindaco va a salutare la paesana più anziana Le piace il vino “schietto” e cenare insieme ai suoi parenti
CHIESINA UZZANESE
È la cittadina più anziana del paese, Stella Giacomelli, che alla vigilia di Ferragosto ha spento ben 108 candeline circondata dall’affetto dei suoi cari e omaggiata dal primo cittadino Fabio Berti, che simbolicamente le ha portato gli auguri di tutto il paese. Nemmeno lei ci crede che siano 108 e benché ancora perfettamente lucida, quando suo nipote Bruno le rammenta a quale veneranda età sia giunta, lei si toglie qualche anno, dicendo che «108 sono proprio un’esagerazione, saranno 95, 96 al massimo!» .
Classe 1912, originaria di Torricchio, Stella si trasferisce a Chiesina dopo il matrimonio, dove intraprende il mestiere di sarta, che svolgerà per tutta la vita insieme al marito. Ha infilato l’ago fino a 98 anni, facendo l’orlo ai pantaloni di tutti i paesani, per i quali non a caso rappresenta un vero e proprio monumento. Allegra e sempre con la battuta pronta, Stella avrà pur deposto ago e filo dal momento che la vista non l’ha più aiutata, ma non per questo si è arresa alla vita. Buongustaia, continua a pretendere un bicchiere di vino “schietto” a pranzo e uno a cena. «E guai ad annacquarglielo – spiega il nipote Bruno – altrimenti brontola. Il te coi biscotti raccomandato dal medico per mantenersi leggera a cena l’ha tollerato giusto per qualche giorno, poi senza troppi giri di parole ci ha detto che si sarebbe anche stancata. La salacca rimane il suo piatto preferito, ma non disdegna nemmeno il cinghiale e quando il riso è sciocco fa qualche appunto. E guai a raccomandarle di mangiare prima degli altri, ama cenare insieme a tutto il resto della famiglia».
Del Covid, Stella non si è neanche accorta, ma quando è stata informata dell’epidemia in atto non si è stupita più di tanto. «Di qualcosa si dovrà pur morire!» è stato il suo commento asciutto. D’altra parte con oltre un secolo di vita alla spalle ne avrà viste di cose. Stella è rimasta vedova più di 40 anni fa, da allora vive insieme al figlio Carlo, 84 anni e sua nuora. Ha due nipoti e due pronipoti.
«Per me è sempre stata un punto di riferimento importante – sottolinea il nipote – e lo è ancora adesso che si dispiace di non potermi più cucinare le carote. Le ho sempre parlato di tutto, non si scandalizza di niente, è una donna assolutamente aperta a dispetto della sua generazione, ma non sopporta le bestemmie. A me chiedeva sempre se ho trovato la fidanzata. Quando le ho detto che l’avevo trovata mi ha raccomandato con affetto: fatevi compagnia». –
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
