Il Tirreno

Montecatini

maltrattamenti in famiglia 

Anni di soprusi verso i genitori diciottenne finisce in carcere

MASSIMO DONATI
Anni di soprusi verso i genitori diciottenne finisce in carcere

Scatta la misura cautelare dopo l’ennesimo episodio di violenza del giovane La madre è stata costretta ad andare a vivere in una struttura protetta 

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VALDINIEVOLE

«Se qualcuno mi guarda male io gli pianto un coltello nel petto» aveva detto minacciando il padre nonostante la presenza in casa dei carabinieri. E quella era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Unitamente al fatto che la madre, terrorizzata dal figlio, da quel giorno, dopo essere stata trasportata in ospedale, era stata messa in una struttura protetta grazie all’attivazione del “codice rosa”. Era il 20 luglio scorso. Il giorno di Ferragosto, dopo anni di vessazioni e aggressioni fisiche e verbali, messe in atto quotidianamente anche quando era minorenne, il ragazzo è stato portato in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.

Per lui, al termine delle indagini portate avanti dai carabinieri, è scattata, su richiesta del pm titolare dell’inchiesta Giuseppe Grieco, la misura cautelare disposta dal gip Patrizia Martucci. Che inizialmente avrebbe dovuto essere quella degli arresti domiciliari in una comunità terapeutica, in cui sottoporre l’indagato sia alle terapie necessarie per la sua dipendenza dagli stupefacenti che a quelle per la risoluzione dei suoi problemi di natura comportamentale. Tuttavia, la necessità di impedire il rischio di reiterazione del reato e salvaguardare l’incolumità, anche fisica, dei genitori, ha suggerito di rinviare l’applicazione di tale misura nel tempo per consentire l’adempimento delle procedure necessarie all’inserimento nella struttura, rese ancora più lunghe dal periodo di emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

Fatto sta che, sabato mattina, il 18enne è stato portato dai carabinieri della Compagnia di Montecatini nella casa circondariale di Pistoia, dove rimarrà per adesso sotto stretta sorveglianza – probabilmente in infermeria – visto le sue delicate condizioni dovute alla tossicodipendenza.

Come accennato, nonostante la giovanissima età, era già da qualche anno che il ragazzo vessava i genitori. Tant’è che nei suoi confronti sono pendenti due procedimenti penali aperti dal Tribunale per i minorenni di Firenze. I carabinieri sono riusciti a ricostruire una sequela quasi quotidiana di minacce, ingiurie, violenze sia contro il padre e la madre che nei confronti degli arredi e delle suppellettili dell’abitazione. Violenze incontrollate e improvvise che nel tempo hanno subito un progressivo aggravamento, dovuto anche all’abuso di sostanze stupefacenti. Nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine, che non hanno sortito alcun effetto deterrente. In pratica, soltanto la totale accondiscendenza alle sue richieste – quasi sempre di denaro – permettevano al padre di evitare di essere aggredito. Il ragazzo ormai aveva anche rifiutato ogni sostegno da parte delle strutture dei servizi sociali e dei medici curanti dopo essere scappato dalla comunità dove era ricoverato.

Impossibile quindi – secondo il gip del tribunale – la convivenza nella casa familiare senza mettere a rischio l’incolumità dei genitori. Come dimostra la collocazione della madre in una struttura protetta. —



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di Redazione web