Il Tirreno

Montecatini

vecchi mestieri 

Esordio con le lavandaie, poi le mescitrici

ROBERTO GRAZZINI
Esordio con le lavandaie, poi le mescitrici

Da martedì 11 in regalo con Il Tirreno le foto tratte dall’archivio storico Rosellini. Le prime due immagini legate alle Terme

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MONTECATINI. Duque l’attesa è finita. Da martedì 11 agosto la nostalgica e suggestiva iniziativa del nostro giornale entra, assieme alle notizie, e in maniera del tutto gratuita e con discrezione, nelle case dei nostri lettori che iniziano a prendere visione e a toccare con mano queste istantanee d’epoca, risvegliando in alcuni ricordi e momenti e situazioni indimenticabili.

Mentre nelle famiglie si decide quale potrebbe essere la cornice ideale per il doveroso quadretto (il formato è 34 x 24), e ricordato che i giorni dedicati allo speciale amarcord sono martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, il debutto dei clic della famiglia Rosellini sulla Montecatini di una volta non poteva che essere bagnato dalle acque. Nel caso specifico quella delle Lavandaie, fra spatole e l’olio di gomito, come ha ricordato l’highlander Alfreda (96 primavere) da queste pagine, figura di fatica e di grande spirito di servizio. E per non interrompere il logico… idirco, ecco subito venirci in soccorso le Mescitrici (mercoledì 12) nella loro fresca divisa d’ordinanza bianca e celeste, colori della città ed anche della squadra di calcio, col simbolo dell’Airone. Tale divisa entrò in vigore nel 1913, dopo il completo nero con grembiulino bianco a cui fece seguito il celeste per le terme private ed il rosso per le strutture demaniali.

Tornando alla bicolore divisa che ricorda le predominanti sfumature cromatiche delle vesti della Madonna, e che fu indossata, fra le altre, esattamente a partire dal 1937, dalla signora Maddalena Ciampi, madre del dottor Roberto Pinochi, un luminare in fatto di eventi storici bagnaioli, ex funzionario dell’Ufficio anagrafe, ma soprattutto terzo in classica “all time” come presenze nell’amato Montecatini.

«Mi raccontava la mia mamma, allora molto giovane (era nata nel 1921), che le ragazze andavano a cambiarsi nell’edificio dove adesso c’è la Data Medica , fra viale Bicchierai e Parco della Rimembranza – ci rivela Pinochi –. Superata la minuziosa ispezione della capo servizio (denti, mani, unghie, vestito, capelli eccetera) venivano assegnate ai vari luoghi di mescita dentro le Terme. Non prendevano alcun compenso o stipendio, Il guadagno era rappresentato dal barattolo delle mance, dove in genere il curista forestiero qualcosa metteva. Ogni sera veniva svuotato ed il “bottino” equamente spartito fra le presenti. Alla fine del mese ci veniva fuori uno stipendio, in ogni caso, più che decoroso. Le prime mescitrici comunque risalgono alla gestione del commendator Guido Giuliani, proprio ad inizio ’900. In precedenza erano gli uomini che si dedicavano a tale pratica professionale, molto più adatta alla grazia, al garbo ed all'armonia di una donna. Ma come tante belle cose di questa città sono scomparse. Un motivo in più per ricordarle». —


 

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