Il Tirreno

Montecatini

vecchi mestieri 

Maniscalco e mescitrici: chi erano?

roberto grazzini
Le lavandaie delle Terme di Montecatini in una foto tratta dagli archivi storici Rosellini
◗
Le lavandaie delle Terme di Montecatini in una foto tratta dagli archivi storici Rosellini

Da martedì in regalo con Il Tirreno le foto d’epoca dell’archivio storico Rosellini che ritraggono lavori oggi quasi scomparsi 

2 MINUTI DI LETTURA





Montecatini

Dunque, l’incipit potrebbe essere questo: “C’erano una volta i tanto cari vecchi mestieri…”. Certo, qualche lettore potrebbe obiettare che questo suggestivo tuffo nel passato non è uno frutto della fantasia ma fa integralmente parte del vissuto di tante generazioni.

In effetti è vero. Tuttavia osservando quelle meravigliose foto in bianco e nero, opera della famiglia Rosellini, di professione fotografi, che da domani (martedì 11 agosto) accompagneranno (ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdi) , in forma del tutto gratuita, la lettura del nostro quotidiano, verrà del tutto spontaneo entrare come d’incanto in una bella fiaba ambientata nel Paese delle Meraviglie che era, ed è, la Valdinievole.

Niente Cappellaio Matto, carte da gioco e tazzine che prendono vita, ben sostituiti dall’Airone e dalla Rana e dai giochi d’acqua delle regali Terme della fatata città dei Bagni. E da personaggi, oltre a figure leggendarie che impareremo via via a conoscere o a riscoprire ed apprezzare. Dal Maniscalco, che si prendeva cura delle carrozze ma soprattutto degli esausti cavalli che le trainavano a tutte le ore, nella sua attrezzata bottega dove adesso sorge la fontana di piazza del Popolo; al Fiaccheraio (dal francese fiacre), che conduceva sull’attrezzato e confortevole calesse i forestieri di turno negli angoli meno conosciuti ma più romantici di Montecatini.

Il rapporto fra cavaliere e destriero si esalta, fortunatamente ancora, nell’anello magico del Sesana , dove il Guidatore, mestiere di passione amore e sudore, entra in totale osmosi con l’imprevedibile quadrupede. Eppoi ecco spuntare fra le imponenti colonne stile liberty quali timide, instancabili ed affiatate fatine, le Mescitrici, nelle divise rosse e blu o bianco e celesti, le Lavandaie sommerse da teli ed asciugamani ed i Fanghini, maghi nel domare e miscelare le proprietà benefiche dell’acqua e della Terra. Ed ancora il Barman, ideatore e realizzatore di squisite pozioni magiche. A rimettere tutto in ordine ci pensava infine lo Spazzino, infilando l’impossibile in quel carretto trainato a mano.

Detto dei personaggi, rimangono le location speciali narrate, nell’itinerante racconto, della vicina Terra Pesciatina come i Vivai Del Ministro e la mastodontica Cartiera Magnani, vicino al fiume ed alle coltivazioni dei prodigiosi Asparagi , esibiti con orgoglio dai contadini del posto nell’animato Mercato della Città dei Fiori. Una storia senz’altro coinvolgente, fra realtà e leggenda, per tenere ben impressi un mente ricordi meravigliosi e, perché no, sognare e cercare di rivivere atmosfere ed emozioni del tempo che fu. Buona lettura e Buona visione.

P.S. La lettera maiuscola per ciascun Mestiere non è un refuso ma un doveroso omaggio ai protagonisti. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa