Sicurezza
Tutto il giorno a pulire teli per i forestieri
Alfreda Del Greco (nella foto in regalo con Il Tirreno) racconta come si svolgeva il lavoro delle lavandaie alle Terme
MONTECATINI
È ormai in dirittura d’arrivo (per usare un termine tanto caro alle gente termale, assidua frequentatrice dell’Ippodromo Sesana) l’iniziativa, fortemente voluto dal nostro giornale, che da martedì prossimo, 11 agosto, con l’acquisto del quotidiano, distribuirà gratuitamente agli affezionati lettori e lettrici alcune splendide istantanee di epoche passate, tratte dagli archivi Rosellini, dedicate ai “Vecchi mestieri” in Valdinievole e soprattutto a Montecatini, luogo che di storie e leggende metropolitane ne ha da raccontare. Oggi cercheremo di conoscere meglio chi erano e di cosa esattamente si occupavano quelle affiatate lavandaie, con tanto di cappello parasole in testa, immortalate nella foto.
Lo scatto, in prossimità delle Terme Redi, risale alla lontana stagione termale 1949, addirittura 71 anni fa. L’Italia si stava rimettendo dal disastro della seconda guerra mondiale e c’erano i primi forti segnali di ripresa che avrebbero portato poi al vero e proprio boom economico. Tornando alla magnifiche sette sorridenti dipendenti delle Terme, partendo da sinistra, esse rispondono ai nomi di: Bruna Innocenti, Livia Malucchi, Gina Brizzi, Dina Baronti, Maria Fondi, Ada Morini ed Alfreda Del Greco. Quest’ultima, classe di ferro 1924, che da poco ha spento le 96 candeline sulla torta (l’altra ancora vivente è Ada Morini), ricorda con estrema lucidità quel periodo della propria gioventù non certo facile, e il mestiere imparato lavando e riparando i vestiti ai partigiani, dove militava l’amato consorte Bruno.
«Alle Terme mi assunsero nel 1947 – ricorda – Era nato da poco il mio primogenito Mario. Noi entravamo in servizio alle 6 della mattina e lavoravamo fino a mezzogiorno. Il tempo di tornare a casa e preparare un boccone per la famiglia ed alle 14 eravamo di nuovo al pezzo perché bisognava “tenere testa” all’ondata del pomeriggio. E se tutto andava bene la giornata terminava non prima delle 18,30. La roba da lavare non mancava di certo in quanto i forestieri (termine ufficiale col quale venivano a quei tempi appellati i curisti, di Milano come di New York, dalle maestranze, ndr) erano parecchi. Non c’era alta o bassa stagione. Noi ci mettevano a testa bassa, a togliere ogni minima macchia, prima con la spatola, indispensabile per gli asciugamani adoperati per i fanghi. E quindi usavamo un ingrediente indispensabile in quantità industriale: l’olio di gomito. Poi tutto veniva passato al mangano, macchinario per stirare, alla lavandaia di turno».
Quindi nasce la piccola Stefania. Col passare degli anni, Alfreda, matura esperienza e conoscenze professionali e viene promossa guardarobiera alle Terme Excelsior. Vi resterà, controllando certosinamente ogni nota di carico, in pratica fino all’età pensionabile, alla metà degli anni ’80, quando Montecatini era ancora in auge. Ogni tanto riguarda quella foto che ha a casa, sorride e sospira: «Bella mia gioventù... » . —
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