Sicurezza
«Quella casa è mia: vattene» Pensionato finisce in manette
Un uomo di 82 anni bloccato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori nei confronti del vicino. Aveva regalato l’abitazione al figlio, che poi ha divorziato
monsummano
È finito in manette alla bella età di 82 anni perché non accetta che nella casa da lui costruita e donata al figlio come regalo di nozze ora viva un’altra persona.
Un pensionato originario di Matera e residente a Monsummano è stato infatti arrestato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori nei confronti di un suo quasi coetaneo, un uomo di 79 anni originario di Marliana. La “colpa” di quest’ultimo è di aver acquistato la casa che l’altro ha costruito e ha regalato al figlio.
Il problema è che il figlio nel frattempo ha divorziato dalla moglie e l’abitazione, come accade spesso, è stata assegnata alla donna e poi messa sul mercato. Il marlianese, ignaro del valore affettivo rappresentato dalla casa, l’ha acquistata e ci è andato a vivere, cosa mai accettata dall’ottantaduenne, che secondo quanto hanno spiegato i carabinieri si sarebbe reso responsabile di numerosi atti di stalking nei suoi confronti, tanto che in prima battuta è stato ammonito a cessare questi comportamenti e poi è stato raggiunto da un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Tutto inutile: gli atti persecutori sono continuati e i carabinieri si sono visti costretti ad arrestare l’anziano dopo aver ricevuto l’ennesima denuncia da parte della vittima dello stalking.
L’abitazione era stata costruita dall’arrestato già molti anni fa, quando il figlio si sposò, e fu il regalo di nozze del padre, che sperava di vederci crescere i nipoti, ma poi il figlio ha divorziato dalla moglie e la casa è stata assegnata alla donna. Il pensionato ora comparirà davanti al giudice per la convalida del fermo. —
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