«Ginecologia, l’allarme chiusura rimane»
Fiore (Lega) replica a Niccolai: «L’arrivo di due medici specializzandi non risolve i problemi. E presto se ne andranno»
PESCIA.
«I ginecologi in servizio a Pescia hanno probabilmente una percezione della propria situazione lavorativa diversa rispetto a quella rappresentata dal consigliere regionale Marco Niccolai». Ad affermarlo è Giuseppe Fiore, medico del nosocomio pesciatino e responsabile sanità della Lega, intervenendo sulla questione della carenza di organico nel reparto di ginecologia del SS Cosma e Damiano, sollevata pochi giorni fa dai consiglieri regionali del suo partito.
«Due giovani medici hanno arricchito il personale del reparto» aveva sottolineato Niccolai, tacciando la Lega di inutile allarmismo. «Due medici che sono arrivati da un mese – è la replica di Fiore – che sono ancora specializzandi (quindi utilizzabili in affiancamento) ed hanno un contratto che scade a fine anno. Non a caso mediamente, ogni mese, 10-12 turni di guardia notturna vengono coperti, in produttività aggiuntiva, da ginecologi di altri presidi della Toscana Centro. I ginecologi in servizio a Pescia non a caso aderiranno quasi tutti al bando di mobilità appena emanato dalla Asl. Basta aspettare il 6 settembre (termine di chiusura del bando) per sapere quanti hanno chiesto di trasferirsi altrove, preoccupati del futuro di questo ospedale».
Fiore sottolinea la non dissimile situazione anche degli anestesisti con il pressoché blocco della attività chirurgica elettiva. «Ovviamente basta fare un semplice conto che con 7 ginecologi di cui uno in pensione a novembre, più due specializzandi con contratto a termine, il problema organico è lungi da essere risolto – conclude Fiore –. Niccolai, poi, cerca di mischiare le carte per confondere le idee. Sappiamo tutti che, nel 2016 la ginecologia di Pescia era ancora “struttura complessa”, il problema è che rischia seriamente di non esserlo più dal 2021. Quanto poi ai lavori di ristrutturazione, cosa c’entrano con l’emergenza medici del reparto?». —
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