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ospedale, allarme della lega 

«Ginecologia è a rischio soppressione»

Ms
«Ginecologia è a rischio soppressione»

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PESCIA

A Pescia Ginecologia e Ostetricia rischiano di sparire con gravi ripercussioni sull’utenza dell’ospedale SS Cosma e Damiano: a denunciarlo sono i consiglieri regionali della Lega Jacopo Alberti e Luciana Bartolini, che, raccogliendo l’appello del dottor Giuseppe Fiore, referente della sanità locale, hanno sottolineato una “grave carenza organica” .

A nulla sarebbero valse le rimostranze dei medici, rassicurati sì dal direttore generale «senza che però, alle parole, siano mai seguiti fatti concreti – affermano i consiglieri leghisti – Per esempio, il ruolo di direttore dell’Unità operativa complessa del reparto non è mai stato bandito, a differenza di quanto avvenuto in altri tre ospedali della Toscana. A Pescia c’è un direttore facente funzioni che potrebbe andarsene da un momento all’altro con il riassetto post-concorsuale delle destinazioni dei direttori. Così sarebbe facile declassare l’Unità da complessa a semplice».

L’accentramento dei servizi di ginecologia e ostetrica a Pistoia, secondo la Lega, potrebbe servire da giustificazione alla cronica mancanza di medici specialistici: «Già sono pochi con notevoli carichi di lavoro, integrati nei turni mancanti da ginecologi che vengono a coprire le guardie da altri ospedali, se poi la struttura venisse declassata a mero punto nascita, si spingerebbero anche quei pochi che sono rimasti a chiedere il trasferimento in altra sede più consona dal punto di vista professionale» .

Solo allarmismo elettorale quello della Lega, secondo il consigliere regionale del Pd Marco Niccolai: i problemi che avevano riguardato l’organico del reparto di ostetricia e ginecologia sono stati risolti dall’Asl ormai mesi fa, rassicura.

«Due giovani medici hanno infatti arricchito il personale del reparto – replica Niccolai – In questo mandato abbiamo anche riqualificato e rinnovato l’intero reparto, le cui strutture avevano bisogno da tempo: un investimento da 1 milione di euro che ha dato un nuovo volto al reparto e ha migliorato notevolmente la qualità del servizio. Nel 2016 ci siamo battuti, affinché il reparto mantenesse la qualificazione di struttura complessa e dunque la sua autonomia, visto che nelle prime bozze di riorganizzazione dell’Asl non era previsto. Siamo riusciti a raggiungere anche questo obiettivo». —

Ms

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