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Variante di via delle Cartiere un sogno che dura da 20 anni

Annalisa Ercolini
Variante di via delle Cartiere un sogno che dura da 20 anni

Con l’incarico della Regione alla Provincia di Pistoia si riapre il dibattito su una strada che ogni giorno sopporta il passaggio di oltre duecento tir

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In quasi 20 anni, il dibattito sulla variante SP 12 delle Cartiere, a Collodi, ha scatenato polemiche e ha riunito, firmando un protocollo d’intesa, la Regione Toscana, le Province di Pistoia e Lucca, i Comuni di Pescia, Villa Basilica e Capannori. Purtroppo, l’intervento presenta diverse criticità sia dal punto di vista ambientale che sotto l’aspetto economico. Non solo. Nel tavolo di trattative, perché è di questo che stiamo parlando, ha scatenato controversie la “variantina”.

All’orizzonte è spuntato un barlume di speranza con la notizia che la Regione finanzierà con 100mila euro il progetto realizzato dalla Provincia di Pistoia. Ma andiamo per gradi.

Sul tema della via delle Cartiere, secondo l’assessore Aldo Morelli del Comune di Pescia, «in un primo momento i finanziamenti regionali erano stati assegnati al Comune. Poi, per tutta una serie di diatribe che ci sono state in loco, il Comune è arrivato alla condivisione di passare i finanziamenti alla Provincia di Pistoia. Trattasi di una sorta di studio preliminare, non è risolutivo, si parla di un intervento dove saranno necessari fra i 25 e i 30 milioni di euro. Secondo punto, probabilmente il progetto traverserà gran parte del territorio di Capannori perché non c’è possibilità di passare sul Comune di Pescia, vorrebbe dire passare sotto Collodi vecchia. E per concludere, c’è anche l’impatto ambientale che riguarda la collina di Capannori».

In sostanza, nello studio preliminare si “cambierà” la viabilità non solo di Collodi ma anche di Villa Basilica e Capannori. «Si partirà – chiarisce Morelli – da uno studio molto “casalingo” che aveva fatto la Provincia nel 2002/2003, che ipotizzava una strada diversa da percorrere».

Circa un anno e mezzo fa, il Comune di Pescia presentò «la variantina – spiega Morelli – era un intervento minimale intanto per bypassare il traffico trasferendolo nella zona nord dietro la ex cartiera Panigada. Era un primo intervento, proprio per levare il traffico pesante dal ponte di Collodi e liberare l’entrata dal parco di Pinocchio». Il collegamento dal borgo di Pinocchio con il Comune di Villa Basilica è segnato giornalmente dal passaggio di 200 tir, che all’andata sono vuoti mentre al ritorno sono carichi di bobine pronte per essere trasformate nelle cartiere di Capannori. Nella relazione sulla “variantina” si legge che nell’area oggetto di trasformazione vi era “l’idea’ di recuperare e riqualificare la Cartiera Panigada. Di conseguenza, nei vari obiettivi, oltre alla viabilità alternativa del traffico pesante c’era anche la riqualificazione dell’immobile, a creazione di un Parco Indoor a carattere ludico e didattico culturale legato a Pinocchio”.

A luglio 2019 sulla pagina Facebook del Comitato spontaneo di Collodi viene pubblicata una nota che smonta il piano della “variantina”. Roberto Rossi, presidente dell’associazione Collodi insieme e portavoce del Comitato, riferisce: «L’associazione, apartitica, è nata per tutelare Collodi, o meglio per liberare il borgo dalle centinaia di tir al giorno e rilanciare il turismo». L’osservazione della realtà suggerisce le soluzioni efficaci e, secondo il comitato, lo scenario è stato ampiamente argomentato nelle varie sedute di confronto. «Ora il Comitato attende l’esito – chiarisce Rossi – del nuovo progetto, che comunque dovrà essere valutato. Per ora il Comitato non sposa nessun progetto, attende fiducioso l’esito di quello nuovo».

Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani appare soddisfatto della notiziadella Regione: «Sono 100mila euro che originariamente erano indirizzate al Comune, ma l’abbiamo volentieri affidate alla Provincia che ora si impegnerà a rispettare il cronoprogramma e a consegnare il progetto entro il 31 dicembre». A fine 2020 i cittadini di Collodi saranno messi in grado di valutare. Chissà, occorreranno altri 20 anni? —

Annalisa Ercolini

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