Gioco
Di padre in figlio: tre generazioni di grandi fotografi per forti emozioni
Dall’11 agosto in regalo con “Il Tirreno” le ristampe delle foto tratte dall’Archivio storico Rosellini di Montecatini Terme
MONTECATINI. La categoria dei fotografi comprende diversi tipologie di professionisti. Si va da coloro che cercano nella flora e nella fauna il paziente scatto ispiratore, ai più irrequieti ed invadenti paparazzi pronti a lunghi inseguimenti e ad estenuanti appostamenti pur di beccare anche una sola sfocata immagine della celebrità di turno. Nel mezzo, tante persone dedite ad un lavoro, difficile, specie dopo l’avvento del digitale, che si sono dovute assoggettare ai cambiamenti di un settore in continua evoluzione.
Fra queste, la gloriosa famiglia Rosellini, dinastia nata praticamente nella tanto cara camera oscura, a cominciare dal capostipite Francesco, colui che stampava su lastra di vetro la vita in Valdinievole e il continuo passaggio dei vip nella città delle Terme. Fu lui ad esempio ad immortalare a partire dal dopo guerra (la seconda) i soggiorni, più o meno brevi di personaggi quali Orson Welles, Olivia De Havilland e, a metà degli anni ’50, pure l’affascinante coppia composta dal principe Ranieri e dalla bellissima Grace Kelly in viaggio di nozze prima di incontrare il papa a Roma. A tenere la borsa con gli attrezzi del mestiere, c’era il piccolo (si fa per dire) Carlo Antonio, nato nel 1942, sveglio ad apprendere i segreti ed i trucchi della professione paterna.
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Vent’anni dopo sarà invece lui in persona a fissare nell’obiettivo i due regnanti del principato di Monaco di nuovo alle Terme per a passare le acque in totale relax. Tempi d’oro dove però non c’erano i clic a raffica, ma un unico colpo in canna che il fotografo non poteva sbagliare. Eppoi via di corsa a sviluppare in quel negozio di via Palestro, dietro al comune, “sancta santorum” inviolabile.
A chiudere il tris il figlio di Carlo Antonio, che eredita in maniera naturale dal nonno nel Dna sia la passione che il nome, Francesco appunto, classe 1973. Assiste all’avvento del digitale ma esalta ancora adesso la bellezza e la purezza della foto in bianco e nero che, al contrario di quelle altrettanto datate ma a colori, non perde niente nella trasposizione al computer. Tre figure imponenti, anzi tre veri e propri “omoni”, ma estremamente discreti, delicati e gentili nel muoversi di fronte al soggetto, fosse una celebrità o una semplice famiglia bagnaiola a passeggio sui viali. Specialmente Carlo Antonio sembrava una sorta di Mohammed Alì sul ring, imponente quanto veloce e pungente come un’ape e leggero quanto una farfalla, per dirla appunto nello slang dello splendido peso massimo di Louisville. E chi allora meglio di loro poteva regalare ai nostri lettori le emozioni e le storie dei “vecchi mestieri” con istantanee d’epoca, che a partire da martedì 11 agosto Il Tirreno distribuirà ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì assieme al quotidiano a Pistoia, Valdinievole e Prato. Perché senza passato non si va da nessuna parte. —
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