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Montecatini

Com’erano belle le estati di una volta quando si sognavano le promozioni

LORENZO MEI
Com’erano belle le estati di una volta quando si sognavano le promozioni

Basket: il Montecatini riparte dalla serie C Gold 

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PASSIONE E RICORDI



Una volta ad agosto si contavano solo i giorni che ci separavano dal raduno e dai primi tornei, a cui facevamo di tutto per andare. Noi appassionati di pallacanestro rossoblù ci siamo arrampicati più di una volta al Ciocco per vedere Marcello Billeri che progettava un gioco spumeggiante o Gianfranco Benvenuti che dava le prime strigliate della stagione, e poi abbiamo fatto la spola tra San Miniato e Castelfiorentino, i tornei estivi abituali. Fino alla fine degli anni Novanta nessuno di noi si era mai preoccupato delle iscrizioni, nessuno faceva i conti in tasca alla società. C'erano Vito Panati e Gino Natali, e li facevano loro, bene. A noi toccava solo divertirci, e naturalmente soffrire, perché fa parte del contratto di chi ama lo sport. Poi improvvisamente è cambiato tutto, e non solo a Montecatini. Siamo diventati esperti di bilanci, di Commissione Tecnica che esaminava i conti, della data entro la quale bisognava dimostrare di non essere poveri. E non sempre è andata bene. Siamo spariti dalla circolazione, siamo ripartiti dal basso, siamo spariti di nuovo, poi Giampiero Cardelli ha deciso di trasferire la sua squadra al Palaterme, e siamo tornati. E ora, in questa complicatissima estate, ci risiamo, che si potrebbe anche scrivere “C risiamo”. Il Montecatini Terme Basketball ha deciso che non ce la fa a reggere i costi di un altro campionato di serie B, e ha chiesto di potersi iscrivere alla C Gold, un gradino sotto. Ho guardato le reazione dei tifosi su Facebook: la maggior parte di loro, com’è naturale, capisce e non protesta. Direi la quasi totalità. Se era già difficile un anno fa rastrellare sponsor, figuriamoci quale può essere lo scenario oggi, con la pandemia. E allora niente serie B, niente sogni di avvicinarsi a Pistoia, che a sua volta si è auto retrocessa in A2 in questa specie di derby del ridimensionamento. Non sono più un frequentatore fisso del Palaterme, ma alla squadra voglio bene, e quando ci vado, non avendo più il dovere di scriverne o di fare la telecronaca, mi scaldo e faccio il tifo come non mi capitava (almeno apertamente) dagli anni Ottanta. Per come la vedo io, questo ritorno in serie C porta con sé un problema, che ha poco a che vedere con la situazione specifica montecatinese, e molto invece con la sofferenza di tutto il movimento cestistico: il carburante dello sport sono le ambizioni e le aspirazioni. Se si è costretti a scendere un gradino perché mancano le sostanze per stare in quello superiore, significa che non si potrà lottare per tornarci in tempi brevi, perché poi saremmo punto e daccapo. E questo va contro la logica dello sport, perché tutti dovrebbero scendere in campo per vincere il più possibile, senza mettersi freni. La soluzione probabilmente è quella già fatta trapelare dalla società: squadra giovane e battagliera, sacrifici in campo, la speranza di farsi volere bene anche con qualche punto in meno in classifica, recuperando qualcosa dalla parte del cuore. Sperando che prima o poi si torni a respirare l‘aria delle estati di una volta, a sognare promozioni, a confrontare i propri acquisti estivi con quelli delle avversarie e decidere che siamo più forti. Dimenticandoci date di scadenza, bilanci, scartoffie di cui non dovremmo sapere nulla. Nel frattempo ci sarà ancora modo di divertirci, e naturalmente di soffrire.

Forza rossoblù. —

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