Attenzione
«Stop alle tasse comunali per rilanciare il mercatino»
Un documento in cinque punti dell’Ametista Group per il Grocco-La Salute Intanto scoppia la polemica sulla rimozione, avvenuta ieri, delle piante d’arredo
montecatini
Dopo il progetto sul rilancio delle Terme in 5 punti del comitato commercianti, ecco quello (sempre in 5 punti) dell’Ametista Group per il mercatino Grocco-La Salute, il cui portavoce – Ciro Baccalani – interviene per «stimolare l’amministrazione, l’opposizione e chiunque voglia bene a Montecatini», con l’obiettivo di «rilanciare un luogo di aggregazione, fulcro commerciale e vetrina sui prodotti artigianali della nostra terra». Baccalani si dice infatti «convinto che, in un’ottica di rilancio termale e della candidatura a patrimonio Unesco, non possano mancare una profonda ristrutturazione e riqualificazione di quello che è da sempre considerato lo struscio commerciale termale».
Ed ecco allora i cinque punti, a cominciare dallo stop al declino e all’abbandono in atto delle attività ancora presenti (alcune delle quali «in procinto di chiudere i battenti»). E per fare questo Ametista Group chiede l’azzeramento della tassa del suolo pubblico e di qualsiasi fiscalità comunale (almeno fino al completo rilancio). Ma oltre a quelle che stanno per chiudere, per Baccalani ci sono anche le aziende da recuperare», incentivandone la riapertura, perché il mercatino «non può mostrare serrande abbassate». Così chiede contributi a fondo perduto per attività con tabelle merceologiche precise. E proprio le tabelle merceologiche sono le protagoniste del punto 3: servono, per Ametista Group, linee guida per lo sviluppo dell’artigianato del territorio, ma anche «attività di contorno» come eventi in grado di generare flussi di clientela. Al punto 4 troviamo la riqualificazione ambientale, con la stipula di accordi con aziende vivaistiche per il posizionamento di piante d’arredo. Infine è necessario un progetto di riqualificazione globale. «I primi quattro punti – si legge nel documento – servono a impedire che al mercatino tutto muoia e che gli operatori abbandonino le loro attività. Ma servono anche una profonda ristrutturazione e un rilancio di medio lungo termine», con possibilità di accedere finanziamenti europei e regionali.
Che gli animi dei commercianti del mercatino siano quanto mai in allerta (e talvolta facilmente infiammabili) lo dimostra anche quanto successo ieri mattina. Alcuni giardinieri delle Terme hanno infatti caricato sui propri camion delle piante in vaso che la società aveva in precedenza posizionato lungo la strada. I motivi sono da ricercare nella scarsa manutenzione delle stesse piante, che sarebbero state a rischio sopravvivenza anche a causa dell’ondata di caldo delle ultime settimane. Per alcuni operatori queste erano invece state costantemente curate e quanto avvenuto sarebbe un’ulteriore forma di disattenzione nei confronti del mercatino, che dovrà ora fare a meno anche degli arredi a verde. –
David Meccoli
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