Il Tirreno

Montecatini

CHIESINA UZZANESE

Turista derubato del dispositivo medico salvavita

Simone Gnoffo insieme alla moglie
◗
Simone Gnoffo insieme alla moglie

«Lancio un appello ai ladri: tenetevi pure i soldi, ma ridatemi l’apparecchiatura che mi consente di respirare la notte»

3 MINUTI DI LETTURA





CHIESINA UZZANESE. «Chiedo soltanto una cosa ai ladri: di mettersi una mano sulla coscienza per salvare la vita a un uomo. I soldi e tutto il resto possono anche tenerseli».

È un grido disperato quello di Simone Gnoffo, 65 anni, originario della Sicilia anche se da quasi mezzo secolo vive in Belgio. Era venuto con il camper, insieme a sua moglie, in Valdinievole per la prima volta per una vacanza rilassante alla scoperta della Toscana quando, domenica scorsa, si è trovato catapultato, all’improvviso, in un incubo. «I ladri si sono portati via, tra le altre cose, la mia apparecchiatura Cpap – racconta il turista – Si tratta, in sostanza, di un piccolo ventilatore che attraverso una mascherina collegata all’apparecchio immette nelle vie aeree un flusso costante di aria pressurizzata ed evita che le strutture anatomiche responsabili delle apnee abbiano lo stato di rilassamento che induce il disturbo. Una macchina necessaria da cui dipende la mia sopravvivenza».

Da qui l’appello a chi, nella tarda serata di domenica scorsa, si è introdotto all’interno del suo camper. «Siamo arrivati a Chiesina Uzzanese nel pomeriggio e abbiamo parcheggiato il camper poco distante dal motel Parco delle rose, vicino al casello autostradale – racconta Gnoffo – Poi siamo andati a cena e quando siamo rientrati, verso mezzanotte, ci siamo accorti di quello che era successo».

Secondo il racconto del turista, i malviventi avrebbero voluto portare via il caravan. «I danni sono stati ingenti – prosegue il 65enne – Hanno provato a rubare il mezzo ma evidentemente non ci sono riusciti. E così hanno rotto il vetro sul retro del camper e si sono introdotti all’interno alla ricerca di qualcosa da rubare». Che, secondo quanto raccontato dal turista, non hanno faticato a trovare.

«Hanno preso un po’ di soldi – prosegue – e sei borse. E proprio in una di queste si trovava l’apparecchiatura che mi consente di respirare, la notte. Un macchinario molto costoso ma, soprattutto, essenziale, per me».

Una vacanza rovinata, mentre la paura cresce. «La mia è una richiesta con il cuore in mano a chi si è introdotto nel mio camper domenica scorsa – aggiunge Simone Gnoffo – Non voglio indietro i soldi o gli altri oggetti che i ladri hanno preso: basterebbe riavere la mia apparecchiatura. A queste persone dico: mettetevi una mano sulla coscienza e pensate che avete la possibilità di salvare la vita a un uomo. Io non vi chiedo niente, solo questo: ridatemi il mio apparecchio».

La speranza di Simone Gnoffo, ora, è che qualcuno, al più presto, si faccia avanti per restituire la macchina che gli è stata sottratta. «Già oggi, al massimo domani ripartiremo – conclude il turista – Abbiamo dovuto fare alcuni interventi al camper per rimetterlo in moto perché era stato danneggiato piuttosto gravemente. Se le persone interessate leggeranno questo mio appello, potranno lasciare il macchinario al motel Parco delle rose di Chiesina Uzzanese. Non vi chiedo molto, solo un atto di generosità verso un uomo la cui vita, senza quell’apparecchio, è in pericolo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini