Anziani coniugi derubati di 160.000 euro
«C’è del gas corrosivo nei tubi dell’acqua, portate fuori banconote e ori»: spariti in pochi minuti i risparmi di una vita
monsummano
Non si fidavano delle banche. E per questo, quei risparmi messi da parte in un’intera vita di lavoro nel nord Europa, se li tenevano in casa, nascosti un po’ qua e un po’ là. Oltre 80.000 euro in contanti che si sono dileguati in una manciata di minuti quando alla loro porta si sono presentati due ladri-truffatori che, spacciandosi per incaricati di un non meglio precisato ente, li hanno derubati con la famigerata tecnica del gas corrosivo all’interno delle tubature dell’acqua. Dei soldi ma anche di gioielli e monili preziosi per un identico valore: un bottino di 160.000 euro.
Un colpo messo a segno nella mattinata di mercoledì a Cintolese, in via Andrea Costa, nelle vicinanze del circolo del paese. Vittime dei malviventi – non è escluso che siano gli stessi che da qualche giorno stanno colpendo sulla Piana pistoiese – marito e moglie di 88 e 86 anni, che vivono in una delle villette con giardino della zona.
Stando al racconto della disavventura patita fatto ai carabinieri della Stazione di Monsummano, a suonare al campanello sono stati due uomini che, a loro dire, indossavano una sorta di divisa. I due non si sono qualificati ma hanno detto con fare di urgenza che erano lì per l’allarme inquinamento scattato per l’acquedotto: per la presenza nelle tubature di un gas che, fuoriuscendo dai rubinetti, avrebbe potuto corrodere irreparabilmente sia le banconote che l’oro degli oggetti preziosi che c’erano in casa. Per questo li hanno invitati a raccogliere al più presto denaro e gioielli, a metterli in una borsa e a portarli fuori in giardino, mentre loro avrebbero nel frattempo proceduto ai controlli per verificare la presenza del micidiale gas.
E così gli anziani coniugi hanno fatto, andando a raccogliere le varie mazzette di banconote che avevano negli anni nascosto per la casa, non fidandosi, come accennato, a versarle su un conto in banca. Lo stesso hanno fatto con monili e gioielli, per poi uscire ed appoggiare la borsa su un tavolino del giardino.
È stato a quel punto che i ladri li hanno coinvolti nelle pseudo-verifiche, chiedendo loro di andare ad aprire i rubinetti di casa per capire se usciva o meno il gas. Una manciata di secondi, e quando marito e moglie si sono riaffacciati in giardino hanno scoperto che i due sconosciuti non c’erano più, così come la borsa con tutti i loro averi. Ed hanno capito immediatamente di essere stati derubati. Hanno perciò telefonato al 112, per denunciare l’accaduto ai carabinieri.
I militari hanno raccolto testimonianza e descrizioni dei due malviventi, dando il via ai controlli delle telecamere di sorveglianza presenti in zona. —
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