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LAMPORECCHIO 

Per il frantoio domani sarà il giorno della verità con l’assemblea dei soci

Per il frantoio domani sarà il giorno della verità con l’assemblea dei soci

Il cda darà risposte definitive sul futuro della struttura dopo aver esaminato le proposte che sono arrivate negli ultimi giorni

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LAMPORECCHIO. Quello di domani sarà il giorno della verità. Il più atteso da alcuni soci del frantoio di Lamporecchio che, da un po’di tempo, hanno ingaggiato una vera e propria battaglia contro il consiglio d’amministrazione della cooperativa Montalbano olio e vino. Per chiedergli, in sostanza, di tornare sui suoi passi e non chiudere lo stabilimento di via Giugnano.

L’assemblea dei soci si svolgerà domani, alle 21,15, e il consiglio emetterà la sentenza finale. «Sarà il momento in cui cda darà delle risposte definitive sulle decisioni che ha preso sul futuro del frantoio di Lamporecchio – spiega il presidente Cesare Paganelli – In questi ultimi giorni, infatti, il consiglio ha esaminato le proposte arrivate da alcuni soci e, nel corso dell’incontro di domani, parleremo del futuro del nostro frantoio».

Il presidente Paganelli, nel corso di un’infuocata riunione, il 29 giugno scorso, aveva spiegato che trasferire le linee di produzione a Vinci era una necessità. Difficile – secondo il cda – riuscire a sostenere i costi per la ristrutturazione dei locali di via Giugnano. Così, a Lamporecchio, potrebbe cominciare – sempre secondo Paganelli – una seconda vita dello stabilimento con il trasferimento, all’interno del sito produttivo, dei negozi. Ma questa ipotesi non ha convinto i soci (tra cui anche l’ex sindaco di Lamporecchio, Giuseppe Chiaramonte) che, anzi, sono passati all’attacco, facendo due proposte per scongiurare la chiusura del frantoio: da una parte, alzare il prezzo delle olive trasformate e, dall’altra, dare in affitto la struttura per coprire il costo degli investimenti necessari per la ristrutturazione dei locali. Queste due proposte sono già state valutate dai vertici della cooperativa e, durante l’assemblea di domani sera, il consiglio svelerà se sono state approvate (del tutto o soltanto in parte) oppure se il cda della cooperativa Montalbano olio e vino andrà avanti per la sua strada, decretando, di fatto, la chiusura del frantoio di via Giugnano. Una struttura nata nel 1952 quando un gruppo di coraggiosi mezzadri, stanchi dei soprusi dei loro padroni, si unirono contro di loro per dare vita a una struttura collettiva per frangere le olive. È proprio questo glorioso passato, frutto del sacrificio di tanti uomini di Lamporecchio e Larciano, ad aver mobilitato i soci che – lo hanno promesso – lotteranno fino all’ultimo per mantenere attiva la struttura di via Giugnano. Il futuro è quanto mai incerto, ma non demordono.

«Capisco il senso di questa battaglia – conclude il presidente Cesare Paganelli – che nasce dal forte attaccamento dei soci nei confronti del frantoio. È questo il motore scatenante e abbiamo accolto positivamente il loro interessamento e il fatto che abbiano fatto delle proposte. Al termine dell’ultima assemblea (quella del 29 giugno scorso) abbiamo dato loro qualche giorno di tempo per elaborare le proposte alternative: i soci ce l’hanno consegnate e noi le abbiamo esaminate e domani sera renderemo loro conto».

La speranza dei soci, in ogni caso, resta una soltanto: che il passato glorioso del frantoio di Lamporecchio continui a vivere. Fosse soltanto per il sacrificio dei coraggiosi mezzadri che lo fondarono. –


 

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