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Grave situazione di liquidità e c’è un buco da coprire subito

Maria Salerno
Grave situazione di liquidità e c’è un buco da coprire subito

Preoccupata relazione della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti Riscontrate “gravi irregolarità” e accertati “squilibri sia finanziari che di cassa”

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PESCIA

Le casse del Comune versano in gravi condizioni. A metterlo nero su bianco è la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, che nella delibera numero 60 del 2020, licenziata lo scorso 2 di luglio, riscontra “gravi irregolarità” e accerta “squilibri sia finanziari che di cassa” tali da rendere necessarie non solo una serie di misure correttive che l’amministrazione dovrà adottare nei prossimi due mesi, ma anche la revisione del piano di riequilibrio, adottato a decorrere dall’esercizio 2013 e i cui obiettivi sono lontani dall’essere raggiunti.

Le criticità sono da imputare principalmente ai rendiconti del 2015 e del 2016, ma anche la gestione della liquidità negli anni 2017 e 2018, nonché le relazioni dei revisori dei conti sul piano di riequilibrio pluriennale hanno evidenziato – scrive la Corte – “un quadro finanziario gravemente compromesso” .

Il controllo effettuato da parte della magistratura contabile, infatti, ha permesso di evidenziare un disavanzo di amministrazione complessivo pari a 4.268.361,96 euro nel 2015 e, quindi, superiore di 2.101.083,97 euro rispetto a quello previsto, come obiettivo, dal piano di riequilibrio. In altri termini, l’Ente non è stato in grado di finanziare la quota di disavanzo imputata all’esercizio 2015 (ma neanche le quote di disavanzo emerse a seguito dei controlli sugli esercizi 2013 e 2014) determinando come conseguenza un aumento del disavanzo sostanziale.

Lo stesso è accaduto nel 2016, quando l’amministrazione non è stata in grado di finanziare la quota di disavanzo relativa a quell’anno, rideterminandone ancora una volta la crescita.

Da queste evidenze la magistratura contabile ha concluso l’inefficacia del piano di riequilibrio, che “non solo non realizza gli obiettivi intermedi – si legge nella relazione – bensì evidenzia il peggioramento della situazione finanziaria con un ulteriore disavanzo di amministrazione da finanziare”. A questo si aggiunge “la grave situazione di liquidità con un forte squilibrio di cassa” riscontrata nel triennio 2016/2018. Squilibrio da sempre presente e che evidenzia secondo la magistratura contabile la difficoltà dell’Ente di reperire risorse “riscuotibili” con cui finanziare le spese realmente sostenute.

Il Comune, ad esempio, ricorre all’anticipazione di tesoreria non in via “eccezionale”, così come prevederebbe la legge, per il superamento di crisi di liquidità meramente temporanee, ma come strumento “ordinario e fisiologico di gestione per il pagamento delle spese”. Nei prossimi due mesi il Comune dovrà, secondo quanto ha disposto la Corte: finanziare un disavanzo pari a 2.158.112 12 euro, oltre alle quote di disavanzo ricomprese nel piano di riequilibrio; ripristinare gli equilibri di cassa; rappresentare correttamente i dati di rendiconto attraverso l’adozione di un’apposita delibera consiliare. –

Maria Salerno

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