Sicurezza
Francesco Vettori calciatore di razza segnato da un brutto incidente stradale
Bagnaiolo di Sottoverga è stato una promessa del calcio Ora va in pensione dopo 40 anni da dipendente comunale
Roberto Grazzini / montecatini
Il puledro è il cucciolo del cavallo. Cresce in fretta e per essere di razza deve avere arti grandi e robusti con gambe lunghe e muscolose. Per queste ragioni unite al fatto di essere uno dei talenti della cucciolata bianco e celeste Francesco Vettori, classe 1957, bagnaiolo di Sottoverga (esattamente di via Petrarca), è ancora per tutti semplicemente Puledro. Padrone della fascia con quella corsa elegante a testa alta, per certi versi tipica del Lipizzano, elegante quadrupede usato per trainare le carrozze imperiali, ma anche dell’Hannover, insuperabile cavallo in ambito sportivo, scorrazzava fra il Sussidiario allora in terra battuta ed il verde manto dello stadio Mariotti. Il giorno della storica promozione in D del suo Montecatini si trovava a bordo campo, in tuta sociale, pronto ad invadere il terreno di gioco, per festeggiare la promozione come gli altri ragazzi del settore giovanile. Non rimase l’anno dopo perché la società lo mandò a farsi le ossa a Pescia, ma quando tornò fu uno dei motori pulsanti dello squadrone termale che dettava legge in C. Per il forte attaccamento ai colori sociali, tipico dei rudi montecatinesi di “sottoverga”, piace a tutti gli allenatori. Il suo mentore resta Amos Mariani che esalta le qualità innate e ne fa un esempio per i compagni. La fascia di capitano arriva con l’approdo l’anno seguente in panchina del “Morino” all’anagrafe Roberto Balestri. E infine a chiudere il triennio l’apporto fondamentale nella più forte compagine termale “all time” che battè Latina e Casertana al Mariottti sfiorando la promozione in C1. Al tramonto dell’era d’oro biancoceleste va a Rosignano e poi a Poggibonsi, dove rimane gravemente ferito in un incidente in cui perdono la vita Moreno Pellegrini e Piero Niccolai. Si ristabilisce fino a rimettersi le scarpette. Il meglio è però passato. Qualche anno tra i dilettanti con ultima tappa al Nievole. A seguire si distingue come istruttore a livello di settore giovanile, mentre segue le gesta calcistiche dei figli Lorenzo e Federico, attuale vice allenatore del Pontedera. Nel frattempo colleziona due anni di servizio come vigile urbano, ben 18 all’economato e addirittura 20 allo Stato civile. Per non farsi mancare nulla ci aggiunge pure qualche versamento da giocatore ed il servizio di leva. E finalmente ecco arrivare anche l’agognata pensione da festeggiare immediatamente sulle spiagge della Sardegna, per lui da sempre una sorta di “buen ritiro”, lontano dai problemi piccoli e grandi i del quotidiano e posto ideale per il meritato riposo di un puledro ormai maturo e rodato, pronto a bagnarsi i consumati zoccoli nel limpido mare. –
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