Sicurezza
Zavagli l’imprenditore diventato ortolano e patron di ristoranti
MONTECATINI
«Ciao caro». Per lui tutti si chiamano “Caro”, da pronunciare con la erre arrotondata e con un sorrisetto malizioso come quello perennemente stampato sul suo volto. Lui, Oliviero Zavagli, classe 1949, piovuto in Valdinievole da Fiorenzuola di Piacenza, va sempre di passo svelto, vestito come se fosse appena tornato dalla campagna. E, in effetti, negli ultimi anni è proprio così. Ha il suo orto, laddove aveva la discarica quando raccoglieva i rifiuti per conto del Comune di Montecatini (e accanto al nuovo centro di revisioni per auto), e rifornisce di verdura i suoi (non pochi) ristoranti.
Sì, perché Oliviero (tutti lo chiamano per nome, ma quando ne parlano lo indicano per cognome), dopo essere arrivato a Montecatini come imprenditore edile, e dopo aver passato non pochi guai con la vicenda della prima inchiesta “Appaltopoli”, si è rilanciato come proprietario di locali (Toscano e Toscano Doc e più recentemente Montaccolle, un balcone affacciato sulla Valdinievole, completamente ristrutturato, per fare solo alcuni nomi).
E il suo piccolo impero è destinato a ingrandirsi se e quando (ancora non si sa) metterà piede nell’ex Mercato coperto, per il quale l’Immobiliare Padulette aveva vinto la gara del Comune per riciclarlo in una specie di Covent Garden alla montecatinese, con barrettini per l’aperitivo e per la sera, ristorantini per la cena e tanti altri negozietti in un’area a due passi dal centro. Da un paio di anni (la gara la vinse quando ancora c’era l’amministrazione di centrosinistra) però non si sa più nulla. Ma questa è un’altra storia.
La “storia” di Oliviero è quella a cui si accennava prima: diventato imprenditore edile specializzato in appalti pubblici, si fece anche 48 giorni di carcere nell’ambito di una inchiesta che avrebbe dovuto scoperchiare gli accordi sottobanco tra le ditte per aggiudicarsi le gare. “Appaltopoli 1”, come fu definita, gli costò una condanna in primo grado nel 2003 (a lui e ad un altro imprenditore valdinievolino) per i reati di falso per soppressione e corruzione, clamorosamente ribaltata sette anni dopo in Corte di Appello a Firenze con la sentenza di non doversi procedere “per carenza di valida notifica e trasmissione degli atti al tribunale di Pistoia”. Tutti gli altri, dipendenti e dirigenti pubblici, assolti o beneficiari della prescrizione dei reati.
Oliviero Zavagli terminò in pratica qui la carriera di imprenditore edile per le pubbliche amministrazioni, ma non abbandonò il vecchio amore per il mattone, continuando a comprare, ristrutturare, vendere o affittare villette o interi condomini a Montecatini. Così come proseguì l’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fino a quando le proroghe lo hanno permesso e fino all’insediamento del colosso Alia, dopo la gara regionale.
Oliviero, sempre “fumino”, ha avuto qualcosa da ridire anche su questo. Nel febbraio scorso ci fu sui giornali un testa a testa tra lui (ex gestore di Ecologia e Servizi, poi trasformatasi in Servizi Ecologici e che si occupava, oltre che di Montecatini, anche di Pieve a Nievole e Uzzano) e Alia, appunto. L’ex gestore denunciava «un aumento ingiustificato del 40% dei costi per i cittadini» e diceva addirittura di aver pronto un esposto da presentare alla Corte dei conti «per un servizio che non funziona più». Stando alla “sensazione comune”, non sono pochi coloro che oggi dicono “si stava meglio quando c’era lui”.
Va bene, ma Oliviero va avanti per la sua strada, continua a scaricare casse di verdura per i suoi ristoranti. Dice di essere in pensione e che le sue società non sono più sue.
Ora inciampa in un’altra inchiesta, con l’accusa di aver avvisato due suoi inquilini albanesi che i carabinieri stavano facendo accertamenti sul loro locale di via del Salsero per un traffico di droga. Favoreggiamento, insomma. Ora è agli arresti, stavolta domiciliari.
Impossibile, per legge, chiedergli una versione sui fatti. Ma forse, anche se avessimo potuto chiamarlo al telefono, ci avrebbe risposto: “Ciao caro”. Interrompendo la conversazione. —
Alessandro Gasperini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
