Sicurezza
Procedimento annullato per l’antenna di Aramo già dal 30 giugno scorso
PESCIA
“Il procedimento sull’antenna di Aramo è stato annullato il 30 giugno scorso”. L’amministrazione comunale di Pescia, per evitare –dice – cattive interpretazioni o valutazioni parziali sulla vicenda delle antenne, fa alcune precisazioni anche a seguito delle dichiarazioni del Comitato di Aramo.
«La ricostruzione fatta sulla situazione della postazione telefonica di Aramo da parte di chi è intervenuto con un comunicato non è esatta – esordisce – intanto è bene ricordare che in data 30 giugno è stata emanata la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo di annullamento degli atti relativi alla realizzazione di un nuovo impianto di telefonia mobile in via Val di Torbola-Aramo. Quindi è stata rispettato l’impegno del sindaco Oreste Giurlani preso nella riunione con gli abitanti».
Su questi argomenti l’amministrazione comunale coinvolgerà ulteriormente la popolazione sulle nuove installazioni o sulla configurazione di quelle esistenti, anche se una prima valutazione del decreto “Semplificazioni” del governo Conte sembra proiettare la materia della telefonia mobile verso una ulteriore liberalizzazione che taglia fuori ancora di più gli enti locali. In ogni caso, è stato effettuato un sopralluogo sul cantiere di Aramo, da parte dei tecnici comunali, della polizia municipale e dei carabinieri forestali. Per la parte tecnica sono emerse alcune difformità fra quanto dichiarato e quello che è stato al momento realizzato. Come prevede la legislazione, la società ha ora 15 giorni per controdedurre ai rilievi mossi a livello tecnico e, comunque, al momento, non è possibile realizzare sul cantiere alcun tipo di intervento .
«A beneficio del comitato di Aramo e di tutti i cittadini – spiega il Comune – ricordiamo che l’area di collocazione non ha vincoli paesaggistici, che questa non è prossima ad alcuna area ad alta densità abitativa e che, per l’aspetto idrogeologico, i tecnici fanno riferimento alla relazione geologica allegata alle due autorizzazioni richieste».
Per quanto riguarda il parere Arpat, esso è sempre formulato sui parametri prodotti dai richiedenti (campo elettromagnetico ante e post intervento) al fine di verificare il rispetto delle specifiche norme, come accade anche in ambito edilizio. La verifica sulle emissioni, ovviamente, non potrà che avvenire con l’impianto funzionante. «In sostanza non c’era alcuna delibera da annullare, perché nessuna delibera era stata fatta, ma è stato fatto l’atto di annullamento in autotutela». —
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