Attenzione
Casa-rifugio, superati i termini del comodato
MONTECATINI
L’appartamento è tornato in possesso del Comune «per sopperire all’emergenza abitativa». E, inoltre, nello stesso soggiornava anche un familiare «in difformità all’uso per cui l’immobile era stato concesso». È questa la replica dell’assessore alle politiche sociali Antonella Volpi alla mozione presentata da Siliana Biagini (Pd), nella quale si chiedeva perché l’amministrazione comunale avesse posto fine alla convenzione che consentiva alle donne vittime di violenza (e con figli minori) di utilizzare un appartamento, situato in città, in comodato d’uso. «Abbiamo – dice Volpi – concesso l’uso della casa in comodato all’associazione “356 giorni al femminile” (che è interlocutore della Società della Salute) fino allo scorso 24 maggio, nonostante potessimo avvalerci del recesso anticipato al 31 dicembre 2019. E questo nonostante avessimo constatato che nell’appartamento era domiciliato anche un familiare della donna, per il quale l’associazione aveva autorizzato a prendere la residenza. Ma uno dei presupposti delle case rifugio è il mantenimento dell’anonimato, proprio per evitare situazioni di pregiudizio o pericolo per la vittima, e questo è incompatibile con l’acquisizione di una formale residenza nella stessa casa».
«Pertanto – conclude l’assessore – c’è la necessità da parte dell’amministrazione di rientrare in possesso dell’appartamento, venuti meno i presupposti per la concessione del comodato d’uso all’associazione e predisponendo la priorità a un nucleo familiare già sfrattato. Si evidenzia inoltre la nostra totale collaborazione affinché l’occupante dell’appartamento possa trovare una idonea sistemazione». – D. M.
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