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Si laurea con lode in medicina e lo fa con sei mesi di anticipo

Giovanna La Porta
Si laurea con lode in medicina e lo fa con sei mesi di anticipo

Francesca Danesi ha 25 anni e un curriculum invidiabile: sei anni fa superò l’esame di Stato allo scientifico Salutati sempre con il massimo dei voti

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Francesca Danesi ha solo 25 anni e pochi giorni fa si è laureata in medicina e chirurgia all’Università di Firenze. A dispetto della didattica a distanza, Francesca è riuscita a concludere il difficile percorso di studi in cinque anni e mezzo anziché in sei. Appena sei anni fa aveva sostenuto il colloquio orale all’esame di Stato, concludendo con il massimo dei voti e la lode l’iter dello scientifico Salutati. Pochi giorni fa, ha discusso la tesi sperimentale di ricerca in radioterapia con il il professor Lorenzo Livi. Correlatore, il dottor Isacco Desideri. Valutazione: 110 e lode.

Francesca è una ragazza semplice ma tosta. Sua madre Antonella lavora in segreteria all’alberghiero Martini, dove rappresenta un punto di riferimento per i docenti e l’utenza. Il padre Paolo ha una gelateria artigianale a Uzzano, Fiordilatte.

«Ho scelto medicina perché l’ho sempre considerata il lavoro dei miei sogni – spiega Francesca – ho sempre avuto un rispetto estremo per questa professione. Fin dal liceo ho iniziato a pensare che volevo lavorare a contatto con le persone, prendendomi cura del paziente nel senso più alto del termine. Non avrei mai pensato di poter concludere il percorso in soli cinque anni e mezzo. È stata dura, durissima. Tanti sacrifici. Ho fatto la pendolare ma ho trovato dei lati positivi nei miei viaggi quotidiani. Se tornassi indietro rifarei questa scelta mille volte».

Come è andata con la didattica a distanza?

«Sinceramente, per me che facevo avanti e indietro ogni giorno, è stato quasi un vantaggio perché mi sono potuta dedicare a pieno allo studio. Certo, non è come studiare e seguire le lezioni in presenza. Manca il contatto vero e quotidiano. Ma devo dire che è andata meglio del previsto. Ho evitato il treno andata e ritorno e ho guadagnato ore preziose. Ogni medaglia ha un suo rovescio».

Hai fatto tanti sacrifici e rinunce?

«Nella vita bisogna sempre scegliere. Si rinuncia a qualcosa ma non a tutto. Molte volte vedevo i miei amici, la domenica, andare al mare oppure andare a ballare di sera e io dicevo no. Ma vi assicuro che non ho mai rinunciato del tutto, fortunatamente, alla mia vita sociale. Basta sapersi organizzare».

Quale sarà il tuo futuro?

«Ancora le idee non sono chiare. Farò il test come sia come specializzazione in radioterapia che come medico di base. Il percorso è stato lungo e articolato, non c'è una triennale e poi la laurea specialistica. Sai già che dura sei anni, punto e basta».

A chi dici grazie?

«Ai genitori in primis, ma soprattutto ai docenti. Sono duri, non ti regalano niente ma ti danno tanto. Il giorno della mia laurea a distanza non lo dimenticherò mai. Ringrazio Il Tirreno per questa intervista. Mi avevate intervistato per l'esame di maturità, adesso rieccoci qui. Mi state accompagnando. Grazie di cuore». —

Giovanna La Porta

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