Lutto
I docenti precari vogliono garanzie per il loro futuro
Un gruppo di insegnanti ha scritto un documento elencando alcune richieste e chiedendo un incontro con gli organi competenti
PESCIA
Sconforto, sconcerto, rabbia, delusione, amarezza e preoccupazione: sono questi gli stati d’animo dei docenti precari della provincia di Pistoia (e non solo).
Le richieste avanzate per una stabilizzazione e per una garanzia di didattica non frammentata sembrano essere cadute nel vuoto ed i punti interrogativi relativi alla partenza del nuovo anno scolastico sono ancora troppo numerosi, soprattutto in considerazione delle mancate certezze sia relative ai concorsi banditi, sia soprattutto alle novità inerenti la riapertura delle graduatorie di istituto.
È per tale motivo che un gruppo di insegnanti non di ruolo, ma con esperienza pluriennale, ha redatto un documento per chiedere incontri volti a trovare almeno un compromesso con gli organi competenti.
Ma dal testo redatto dal direttivo dei precari scuola Toscana quali punti chiave emergono? Innanzitutto viene richiesto un concorso per titoli e servizi, con immissione in ruolo a partire dal primo settembre 2020 e con formazione in itinere e obbligatorietà del superamento dell’anno di prova.
In secondo luogo viene auspicata sia l’attivazione di un percorso abilitante per i docenti di terza fascia con almeno 36 mesi di servizio, sia l’assunzione dei docenti specializzati con il IV ciclo del Tfa sostegno.
Inoltre viene ritenuta necessaria una revisione totale della bozza diffusa il 30 giugno in merito alle Graduatorie Provinciali: la tabella dei titoli e dei servizi deve rimanere inalterata rispetto a quella del 2017, in quanto le scelte lavorative precedenti sono state effettuate basandosi sui criteri in vigore al momento dell’accettazione dell’incarico.
Infine è evidente da un lato la necessità di maggiori investimenti nel comparto scuola e dall’altro il bisogno di ridurre il numero minimo degli alunni in ogni classe, in considerazione delle misure di contenimento del Covid.
I docenti precari chiedono più garanzie e più tutele. Ogni anno – spiegano – accettano l’incarico, svolgono il medesimo lavoro di un professore di ruolo e poi si trovano nel limbo dell’incertezza di inizio settembre.
Nei mesi scorsi hanno superato anche la sfida della DaD, acronimo della didattica a distanza, e non si sono certo tirati indietro nello svolgere il proprio dovere, pur di assicurare continuità didattica ai propri discenti nel corso dell’emergenza sanitaria. Adesso – affermano – pretendono un confronto, che in una democrazia dovrebbe essere garantito, e soprattutto pretendono che i loro diritti non siano calpestati. –
Elena Guerri
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