Proteste
Il Palio di Pescia non si disputerà per evitare assembramenti
È la prima volta che accade in 43 anni: la decisione è stata presa dal consiglio della Lega dei Rioni d’accordo con il Comune
il caso
L'edizione 2020 del Palio Città di Pescia non si farà. Così ha deliberato, nei giorni scorsi, il consiglio della Lega dei Rioni, in accordo con l’amministrazione comunale. Visto il divieto di assembramenti, l'evento, che coinvolge un numero enorme di persone, non potrà svolgersi. È la prima volta in 43 anni che la manifestazione, prevista la prima domenica di settembre, non si svolge. Resterà negli annali della storia cittadina. In realtà, anche se l'evento non è mai saltato in toto, ci sono state edizioni in cui il palio non è stato assegnato. L'ultima volta nel 2003, ad esempio, a causa della forte pioggia e prima di allora, sempre a causa della pioggia, anche l'edizione del 1984 saltò, ma in via del tutto straordinaria fu recuperata nel maggio dell'anno successivo. Infatti, nel 1985 furono disputati ben due competizioni. Potrebbe accadere anche nel 2021? «In questo momento lo escluderei – ha dichiarato Gino Landi, presidente del Rione San Michele, vincitore dell'ultima edizione 2019 – Siamo orientati a settembre del prossimo anno, già è difficile organizzarne uno, figuriamoci due, ciò non toglie che nel frattempo qualcosa potrebbe cambiare». La decisione di annullare l'evento più importante per la città è stata sofferta, ma necessaria. Inizialmente si era pensato ad un Palio senza tribune, magari a numero chiuso, sarebbe stato escluso in ogni caso il corteo storico. Qualcuno aveva proposto addirittura di sperimentare un'edizione on line, ma l’ipotesi non è stata presa in considerazione in quanto «nega lo spirito stesso della manifestazione», ha spiegato Landi. L'idea era di effettuare delle riprese video dei tiri al paglione e una giuria in remoto avrebbe assegnato i relativi punteggi. «Ma il Palio di Pescia non è solo degli arcieri o dei rionali – ha spiegato Landi – è patrimonio di tutta la cittadinanza, quindi in assenza di un pubblico che incita e fa il tifo non ha senso disputarlo. A noi piace stare tra la gente, in questo momento proprio stare tra la gente è pericoloso e allora pazienza, sarà per il prossimo anno». Le feste medievali previste il 1° maggio erano già saltate sempre a causa dell'emergenza Covid e con quelle tutta una serie di attività che caratterizzano la vita dei rioni e sono di accompagnamento e preparazione all'evento di settembre. —
Maria Salerno
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