Il dolore
Castelvecchio ha ritrovato i suoi gioielli
Nel giorno del patrono ricollocate le sei opere sacre restaurate grazie al contributo della Fondazione Caripit e dei privati
PESCIA
Tornate all'originario splendore e riposizionate nella chiesa parrocchiale di Castelvecchio. Sono le sei opere d'arte restaurate grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e alle numerose offerte giunte dai privati.
Lo scorso 24 giugno, in occasione della ricorrenza del santo patrono di Castelvecchio, sono state ricollocate nella sede originale. «Purtroppo con la pandemia in corso e le restrizioni sulla distanza sociale non è stato possibile effettuare una vera e propria inaugurazione – ha fato sapere Roberto Flori del comitato parrocchiale – anche se la parrocchia confida di poterla ugualmente fare in un prossimo futuro».
Ad essere state restaurate sono: la pala d’altare del XV secolo, raffigurante la Madonna in trono con il bambino con i santi Giovanni Battista e Tommaso apostolo, oggetto di un lungo e delicato intervento che ha dovuto tener conto delle aggiunte seicentesche, ritrovando le brillanti cromie dell’epoca; una tela del XVII secolo raffigurante San Genesio, conservata in pessimo stato e ritenuta dai paesani irrecuperabile, tornata a fare bella mostra di sé con il suo cartiglio in legno intarsiato; uno stendardo processionale del XVII secolo raffigurante la Madonna con il bambino, molto compromesso anche nella struttura tessile; una tabella processionale del XVII secolo ripulita da molteplici interventi di epoche passate; una statua in legno raffigurante Sant'Antonio abate; l’antico tabernacolo proveniente dalla Pieve di Castelvecchio, oggetto di un restauro conservativo a causa di una cattiva conservazione nel passato, che ha compromesso tutti i decori in stucco presenti.
Il comitato parrocchiale, nelle persone di Roberto Flori e Lario Rosellini, per anni ha lavorato affinché tutte queste opere d’arte tornassero al loro stato originario, così come gli affreschi dell’Oratorio del SS Rosario, le già restaurate tele seicentesche e soprattutto la monumentale Pieve, che recentemente ha ritrovato la copia del suo trittico trecentesco grazie all’intervento di Claudio Stefanelli e la scuola comunale di disegno di Pescia.
Sempre da un'idea di Flori e Rosellini è stato realizzato un puzzle con l’immagine della pala d’altare, le cui tessere sono state acquistate dai privati che hanno così contribuito economicamente al restauro dell'originale.
«Ringraziamo la Diocesi di Pescia, la Soprintendenza dei Beni culturali di Firenze nelle persone di Maria Cristina Masdea ed Elvira Altiero e lo Studiolo snc di Lucca che ha curato il restauro con professionalità», ha sottolineato il comitato parrocchiale. —
Maria Salerno
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