Terme, c’è tempo fino a dicembre per trovare l’accordo con le banche
MONTECATINI
Un’altra boccata d’ossigeno per le Terme. Il Documento di economia e finanza regionale (il famigerato Defr) è stato infatti nuovamente aggiornato e la spada di Damocle che stava per abbattersi sulla società di viale Verdi è stata bloccata da una delibera che rinvia il tutto alla fine dell’anno. «In giunta – aveva detto nelle scorse settimane l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni – abbiamo approvato una nota aggiornata al Defr, che sarà poi portata in consiglio per il via libera definitivo. L’obiettivo è quello di rivedere i termini delle scadenze precedentemente previsti, in quanto l’accordo per la riformulazione del debito con le banche non è stato ancora portato a compimento, seppure sia stata dimostrata dagli istituti di credito la volontà di trovare insieme una via d’uscita». Ecco, ieri è arrivato il via libera (con conseguenti effetti giuridici) da parte del consiglio regionale (con voto favorevole da parte della maggioranza e voto contrario del centrodestra). Per il piano di ristrutturazione e l’accordo con i creditori c’è ora tempo fino al 30 novembre e solo in caso di mancato raggiungimento di tali risultati si andrà alla messa in liquidazione entro il 30 dicembre.
Contraria, come detto, l’opposizione. «Col collasso delle Terme Pd e sinistre di governo regionale hanno ucciso una città intera. E continuando a rinviare, qui oggi rimandano il funerale»: l’attacco frontale è stato mosso dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti. «Per anni avete rimandato o negato il confronto, oggi tentate di rinviare rimandando tutto a dopo le elezioni regionali. Questo è il percorso che state scrivendo per le Terme. Non avete alcuna volontà di salvare questa realtà ma perché non avete – ha incalzato – la più pallida idea di come uscire da questa situazione in cui vi siete infilati ormai anni fa e che ha portato la città oltre il collasso. La città è morta, il turismo è una chimera e state ancora qui a rinviarne il funerale». —
D.M.
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