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Pieve a Nievole 

Rate per Imu e Tari ma con i tempi troppo ristretti

Il portavoce di Fratelli d’Italia critica l’amministrazione per aver fatto passare troppo tempo prima di convocare un consiglio in streaming

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PIEVE A NIEVOLE

Venerdì si è svolto, in versione streaming per la prima volta, il consiglio comunale. All’ordine del giorno erano presenti a 2 punti riguardanti molto da vicino le tasche dei cittadini.

Al punto 4 la convocazione riportava l’acconto Imu 2020. «Il sindaco e la sua giunta – spiega Andrea Raperilli, portavoce di Fratelli d’Italia – hanno deciso in sostanza che, a pochi giorni dalla scadenza della prima rata del pagamento Imu fissata per il 16 giugno, coloro che hanno avuto difficoltà economiche riconducibili al Covid possono differire il pagamento al 30 settembre. In realtà il cittadino ha dovuto pagare entro il 16 giugno la quota maggiore (quella statale) che non è stata procrastinata, per poi pagare entro il 30 settembre la quota comunale della prima rata che rappresenta una piccola parte, per poi procedere alla corresponsione del saldo entro il 16 dicembre. Nel frattempo, il cittadino che richiede di avvalersi di questo beneficio, entro il 31 ottobre dovrà presentare e indicare le ragioni che lo hanno portato a richiedere questa dilazione. Questa decisione, portata in consiglio a soli 4 giorni dalla scadenza della prima rata, non ha permesso di avere il tempo tecnico per andare agli sportelli preposti a farsi preparare il nuovo conteggio. Questa soluzione non aiuta affatto i contribuenti».

Altro argomento era la Tari e le bollette in scadenza. Il Comune ha deciso di riscuotere il tributo in 3 rate: la prima e la seconda con scadenza al 31 luglio e 31 ottobre, la terza rata di saldo il 15 dicembre.

«In data 5 gennaio – dice Raperilli – il gruppo consiliare Centrodestra per Pieve ha protocollato una mozione in cui si impegnava il sindaco a modificare il Regolamento prevedendo per le bollette superiori ai 500 euro la possibilità di effettuare il pagamento in 5 rate (anziché 3). Ci aspettavamo la convocazione del Consiglio quando ancora non ci trovavamo nel clou dell’emergenza. Invece dal 20 dicembre a Pieve non si è tenuto alcun Consiglio e la nostra mozione non è stata discussa». —



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