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Prigioniero delle sue auto chiede aiuto a “Striscia” contro la burocrazia

David Meccoli
Prigioniero delle sue auto chiede aiuto a “Striscia” contro la burocrazia

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MONSUMMANO

La vicenda del terreno con annesso capannone di via Rubattorno a Bizzarrino approda su “Striscia la notizia” (il “Tirreno” ne ha parlato nelle scorse settimane). Il servizio del famoso tg satirico è andato in onda venerdì sera. L’inviata Chiara Squaglia ha mostrato la sessantina di auto stipate in (lunga) attesa di rottamazione e parlato dei gravi fatti di cronaca che vi si sono nel tempo verificati: dalla morte dell’ex proprietario per un incidente a un incendio che non si è mai capito se doloso o accidentale. Squaglia racconta la storia di Salvatore Calzone, che nel 2012 si è aggiudicato il terreno all’asta, all’interno del quale si è però ritrovato un vero e proprio cimitero di auto abbandonate. Risultato: l’area non è mai stata bonificata e lui da sei anni lotta contro la burocrazia per poterle smaltire.

«Come nei vecchi giochi in cui si vincevano auto – dice l’inviata di Striscia – il concorrente di oggi è stato così fortunato da vincerne ben 60 in un colpo solo. Nel 2012 si è aggiudicato un terreno da 1.700 mq con fabbricato annesso a soli 18.863 euro. Un affarone. Ma nel pacchetto era compreso anche un bel cimitero di auto». «Alcune – racconta Calzone - sono del vecchio proprietario che è deceduto e altre non si sa: e ora chi vado a cercare? Mi hanno consegnato il terreno nel 2014, nel frattempo il proprietario ha avuto un incidente ed è deceduto e gli eredi hanno rinunciato all’area. Se me l’avessero consegnato nei tempi regolari il vecchio proprietario avrebbe pulito tutto, perché aveva l’obbligo di farlo».

Oltretutto ora c’è il rischio di un danno ambientale. «Siamo di fronte a una discarica abusiva, almeno per la parte relativa alle auto arrugginite e bruciate, con perdita di olio dei freni, olio motore, acidi della batteria che possono aver contaminato l’area», spiega a “Striscia” Marco Caldiroli, presidente nazionale Medicina democratica onlus. «Salvatore – dice ancora Squaglia – deve liberare il terreno da queste macchine, ma non può demolirle subito, deve prima metterle in vendita e, se nessuno le compra, può smaltirle».

«Ma ci sono costi – replica Calzone – che non posso premettermi. Io, quando ho acquistato il bene, non sapevo che avrei dovuto occuparmi anche delle auto». Vie d’uscita? «L’Agenzia delle entrate si riprenda le sue auto e le porti in un altro deposito. Oppure il Tribunale ne autorizzi la demolizione. Ma fatemi entrare nella mia proprietà». —

David Meccoli

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