Sicurezza
Antenna Wind-Tre: raccolta di firme per una moratoria
È la decisione scaturita dall’assemblea di cittadini che si è tenuta nella piazzetta della chiesa di Aramo
PESCIA
Chiedere una moratoria al Comune sui lavori di installazione dell’antenna con una richiesta supportata da una raccolta firme. Questo è stato deciso dai cittadini e dai rappresentanti delle associazioni della montagna pesciatina, che mercoledì sera si sono riuniti nella piazzetta adiacente la chiesa di Aramo per discutere dell’installazione dell’antenna di telefonia Wind-Tre in una zona al confine tra i territori di Aramo e San Quirico.
Quello che ha suscitato il disappunto della cittadinanza è il metodo seguito dall’amministrazione. Infatti, i cittadini avrebbero appreso della rilevante novità solo quando hanno visto ultimata la piattaforma sulla quale l’antenna dovrebbe essere collocata. E non prima.
«Non fanno altro che parlare di trasparenza e partecipazione e poi decidono di piazzare un’antenna alta 27 metri nel cuore della Valleriana senza prendersi nemmeno la briga di avvisarci».
L’istanza di autorizzazione della Società Wind Tre, infatti, sarebbe pervenuta in Comune già diversi mesi fa. Esiste uno studio sull’impatto ambientale? Se Arpat ha dato l’autorizzazione, ha misurato le emissioni? E soprattutto: com’è possibile che un privato conduca una transazione con una società senza che il Comune ne sia informato? Quando qualche mese fa furono i residenti di Colle del Lupo a protestare per l’annunciata installazione di un ripetitore telefonico della Tim, l’amministrazione aveva rassicurato dicendo che prima di qualunque installazione sarebbe stato predisposto un piano di telefonia mobile per definire bene luoghi e dimensioni di tali installazioni. Appena terminato l’iter del piano operativo, al quale è in qualche modo collegato, l’amministrazione avrebbe lavorato a questo piano per dare regole certe e segnali decisi sul come bisogna operare. Le transazioni tra privati erano ad ogni modo escluse. Ed ora?
«Forse prima di prendere qualunque decisione il Comune avrebbe dovuto aprire un tavolo di confronto con noi residenti» è stato detto alla riunione, alla quale hanno partecipato anche i consiglieri di minoranza Oliviero Franceschi e Giancarlo Mandara. —
Maria Salerno
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