Gioco
Terme, consulenze per 147mila euro e il mondo della politica chiede lumi
Magnani (Cinque Stelle): «Troppi affidamenti diretti». Gabbani (Bagnaioli): «Chi ha valutato l’importo degli emolumenti?»
MONTECATINI
Ammonta a quasi 147mila euro il totale delle consulenze previste dalle Terme quest’anno. Non una cifra “esagerata”, se confrontata agli esercizi passati. Ma sufficienti a far comunque drizzare le antenne al mondo della politica, chiamata a controllare l’operato di una società partecipata come l’azienda di viale Verdi. Saltano agli occhi soprattutto le prestazioni professionali legate alla predisposizione del nuovo piano industriale, che da solo si è preso 80mila euro, escluso il lavoro già svolto in una prima fase dall’advisor Kon che, misteriosamente, prima compare e poi sparisce dal novero delle consulenze.
Tra le varie voci – che si possono consultare sul sito internet della società – troviamo consulenze legali, incarichi professionali, contratti di collaborazione coordinata e continuativa. E l’oggetto della prestazione va dai patrocini legali su contenziosi (11.800 euro) alla disdetta e alla redazione del nuovo contratto integrativo dei dipendenti (in totale 8.000 euro); dalle misure antincendio allo stabilimento Redi (29.800 euro) alla creazione grafica della linea cosmetica a marchio Terme (2.739 euro); da una generica “gestione amministrativa della società” (3.494 euro) alla fortificazione della presenza sui mercati turistici internazionale (3.368 euro), fino alla gestione informatica aziendale (3.552 euro). E poi le tre “voci” più sostanziose, tutte collegate al nuovo piano industriale relativo al quadriennio 2020-2023: 20mila euro alla Orion Dynamics (che ha sostituito in corso d’opera la Kon); 30mila a Lorenzo Stanghellini (assistenza in ambito giuridico con riferimento ai profili di diritto fallimentare, societario e civile); 30mila a Sandra Bianchi (assistenza in ambito societario e contabile). Che sommate ad altre spese minori portano il totale delle consulenze a 146.692 euro.
«Troppi affidamenti diretti – commenta il capogruppo M5S Simone Magnani – e ora serviranno altre consulenze per il piano di risanamento ex art. 67 del codice fallimentare. E che fine ha fatto il compenso per la Kon, che se non ricordo male era di 70mila euro e che prima si poteva leggere nell’elenco e ora è invece sparito?».
Andrea Gabbani (Bagnaioli) ha pronta un’interrogazione. «Dal resoconto sulle consulenze elargite dalla società per l’anno 2020 – si legge – risultano numerosi incarichi in affidamento diretto». E tra questi il consigliere comunale segnala quelli più onerosi, ovvero i tre relativi al piano industriale e la progettazione delle misure antincendio. Per questo Gabbani interroga il sindaco: «Chi ha indicato i consulenti? Chi ha valutato l’importo di detti emolumenti e su che base? Chi per il Comune ha avallato queste consulenze e con quale atto? Si ritiene di aver seguito le linee d’indirizzo più volte espresse dal consiglio comunale nelle varie commissioni susseguitesi dall’inizio del mandato?». —
David Meccoli
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