Piano operativo, un esposto al prefetto e alla Procura
L’ha presentato l’associazione “Pescia è di tutti”, coordinata da Salvatore Leggio: si contesta la mancata interruzione delle procedure di approvazione
PESCIA
Un esposto alla prefettura e alla Procura della Repubblica per denunciare la mancata trasparenza da parte del Comune di Pescia, che nonostante l'emergenza Covid, ha deciso ugualmente di procedere con l'esame e la votazione in consiglio comunale delle osservazioni al Piano Operativo. A presentarlo, nei giorni scorsi, è stata l'associazione cittadina "Pescia è di Tutti", coordinata da Salvatore Leggio. «A causa dell'emergenza sanitaria i termini per l'approvazione dei procedimenti urbanistici sono stati prorogati di 6 mesi – ha sottolineato Leggio – lo prevede il dl Cura Italia e la legge regionale 31 del 2020, perché allora tanta fretta di procedere col voto sulle osservazioni riguardanti punti fondamentali del futuro della nostra città?». Sono state, infatti, convocate tre sedute del consiglio comunale per approvare le osservazioni al Piano Operativo. Le prime due si sono già svolte, una ieri sera, la prima il 16 giugno e l'ultima è in programma martedì 23. Le sedute vengono trasmesse in streaming, ma il pubblico per via dell'emergenza Covid non è stato e non potrà essere presente fisicamente in aula. «Non potranno essere presenti alla discussione e al voto delle osservazioni che riguarderanno Collodi, Colleviti, Alberghi e Pescia, dove si sono formati ben 4 comitati di cittadini per protestare contro le previsioni del Piano Operativo - ha sottolineato Leggio - Ci domandiamo come mai non si possa attendere la fine dell'emergenza sanitaria. Non ci risulta che altri Comuni abbiano sottoposto al voto del consiglio comunale un atto di così straordinaria importanza durante un'emergenza sanitaria. Si teme forse che i cittadini siano testimoni oculari di un gravissimo danno perpetrato al loro territorio? Si preferisce fare tutto in silenzio?». La decisione di appellarsi al prefetto vuole essere un monito al Comune affinché si «comporti in modo più rispettoso nei confronti di noi cittadini e dei principi che informano la legislazione in materia urbanistica: trasparenza e partecipazione», si legge, infine, nel documento. —
M. S.
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