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Maltempo, il sindaco chiede lo stato di calamità naturale

Maria Salerno
Maltempo, il sindaco chiede lo stato di calamità naturale

Giurlani: «Il nubifragio di mercoledì è stato un evento di portata eccezionale» Molte le zone funestate: dal centro alle periferie, dalla montagna alla pianura 

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PESCIA

«Chiederemo alla Regione lo stato di calamità naturale». Lo aveva annunciato subito il sindaco Oreste Giurlani, già alla fine della giornata di mercoledì. Era evidente fin dalle prime ore, infatti, che 83 millimetri di pioggia caduti da mezzogiorno alle 14 (secondo la rilevazione del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno) avevano creato, oltre a grossi disagi nella circolazione, anche danni ingenti su tutto il territorio comunale. Lo ha ribadito con forza anche ieri, dopo che la giunta si è riunita in via straordinaria per procedere alla conta dei danni.

«Ho già anticipato all’assessore regionale Federica Fratoni la nostra intenzione di chiedere lo stato di calamità naturale per i danni che abbiamo subito ma che, soprattutto, hanno subito famiglie e aziende del nostro territorio – ha sottolineato il primo cittadino – Un lungo elenco, non esaustivo finora».

Moltissime le zone del territorio funestate dall'eccezionalità della perturbazione: dal centro alle periferie, dalla montagna alla pianura. I danni più grossi si sono registrati nelle frazioni di Veneri e di Alberghi, dove una cinquantina di famiglie hanno visto allagati i propri box, o abitazioni al pianterreno o attività commerciali e poi Collodi, dove via Pasquinelli si è trasformata in un torrente dopo che il fiume ha ingoiato l'argine e parecchie famiglie sono rimaste senza corrente elettrica per svariate ore.

Danni ingenti anche ai cimiteri, in particolare il cimitero monumentale di Pescia e quelli di Pietrabuona e Collodi e alle scuole di Valchiusa, Collodi e Lorenzini, dove peraltro si stavano svolgendo gli esami di maturità.

Resta chiusa la via di Mazzalucchio, dove si è verificato il cedimento di un fosso coperto; nella via di Campolasso l'acqua ha portato via la spalletta e il parapetto del ponte; danneggiata la mulattiera di via Chiari; saltale le tombature a Fibbialla e sulla via di Medicina; danni di più modesta entità si sono avuti anche a Pescia centro: dalla porta Fiorentina fino alla scala del palazzo comunale.

Un po' ovunque sono stati spostati cassonetti e danneggiati alcuni ripetitori telefonici. Questo solo per quanto concerne le strade di pertinenza del Comune, ovviamente anche le strade provinciali hanno subito dei danneggiamenti (soprattutto tombini saltati) che sono stati segnalati a chi di dovere e il cui ripristino non può aspettare.

«Ad essere colpite, questa volta, non sono state solo le zone tradizionalmente soggette ad allagamenti, vedi la zona sud di Pescia – ha sottolineato Giurlani – ma anche le alture, proprio perché si è trattato di un evento di portata eccezionale, dove alla quantità dell'acqua caduta in poco tempo si è unita anche la sua furia. Le idrovore di Pescia morta, entrate in funzione non appena il Consorzio è stato allertato, non sono riuscite a raccogliere l'acqua proprio a causa della sua potenza e quantità. Senza considerare il fatto che siamo stati letteralmente colti di sorpresa, la Regione, infatti, non aveva diramato nessuna allerta meteo».

Al momento non c'è ancora una stima economica dei danni, gli uffici comunali stanno procedendo con la quantificazione di quelli ai beni pubblici, ma a questi si devono sommare i danni ai privati. A questo proposito il sindaco ha invitato chiunque avesse subito un danneggiamento alla propria abitazione o negozio a segnalarlo tramite email o con un semplice messaggio whatsApp specificando semplicemente l'indirizzo e la tipologia di danno. —

Maria Salerno



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