Il Tirreno

Montecatini

Il Chiringuito inaugura la nuova location nel parco secolare del Grand Hotel & La Pace

Roberto Grazzini Fotoservizio Paolo Nucci e Lorenzo Innocenti
Il Chiringuito inaugura la nuova location nel parco secolare del Grand Hotel & La Pace

Giacomo, Raoul e Allegra Bellandi hanno vinto la scommessa «Essere in questa struttura leggendaria è motivo di grande orgoglio» 

3 MINUTI DI LETTURA





L’EVENTO

Il termine Chiringuito fu usato per la prima volta nel 1913 a Sitges, vicino a Barcellona. Così il giornalista madrileno César González Ruano appellò il piccolo bar-ristorante sulla spiaggia dove era solito scrivere. Per la cronaca c’è ancora. L’origine della parole viene da Cuba. Lì, due secoli fa, i lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero nelle rare pause filtravano il caffè in una calza il cui il filo era chiamato chiringo. Col passare del tempo vennero costruiti chioschi di canna e foglie per rendere più gradevole la pausa. Quindi nacquero i bar da spiaggia. A Montecatini Terme il Chiringuito con la sua bella luna stilizzata è da tre anni il brand vincente della grande famiglia Bellandi, abile a carpire i segreti della tradizione latino-iberica riguardo il divertimento e la ristorazione, e poi a scommettere su questa vincente “contaminazione” in un posto dove il mare è a 50 chilometri. Quando lo stramaledetto Covid-19 ha imposto distanze, mascherine ed accorgimenti che l’avviato locale accanto al bocciodromo non poteva rispettare, Bellandi & co. hanno cercato una valida location alternativa. L’hanno trovata, senza fare troppa strada, nel parco secolare del Grand Hotel & La Pace. L’acqua non è marina, ma è quella della splendida piscina, in un’oasi ovattata e protetta pronta ad offrire, alla fidelizzata clientela e non, giornate e notti spensierate, cibo e bevande all’altezza della situazione e buona musica. Mercoledì sera era in programma il primo degli “happening”, dedicati all’inaugurazione. D’altronde spalmare l’evento in più serate è stato necessario in quanto le prenotazioni sono andate ben oltre le più rosee aspettative. Ed anche il resto del mese promette assai bene. Ottimo l’impatto, atmosfera giusta e battesimo del fuoco superato. Del resto, non poteva essere altrimenti. Giacomo, forte delle esperienze nei Caraibi ed in Spagna, Raoul e Allegra Bellandi, coi loro affezionati collaboratori formano un unico gruppo, coeso e collaudato, che sa lavorare sempre col sorriso sulla labbra. Giacomo fa il portavoce, obtorto collo: non ama le etichette ed i ruoli da protagonista. «Il merito di aver fatto diventare realtà un’idea – ha tenuto a precisare – sta nella passione, nella professionalità, nell’amore e perché no, anche in un pizzico di incoscienza che ognuno di noi ha messo dall’inizio in questa avventura dal 2017 a questa parte. Essere qui, all’interno di una struttura leggendaria quale è il Grand Hotel & La Pace, da montecatinesi doc, è inoltre motivo di grande orgoglio e di ulteriore stimolo a miglioraci».

Stefano Pucci, titolare e azionista di maggioranza del colosso pentastellato, osserva soddisfatto. Diversificare le offerte come la recente joint venture con la famiglia Maccioni per il ristorante dell’hotel, è divenuto fondamentale in un momento economico così difficile. Restando fermo il motto che “Mi casa es tu casa”. —

Roberto Grazzini

Fotoservizio Paolo Nucci

e Lorenzo Innocenti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore