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Stalker seriale condannato a un anno e 10 mesi

MASSIMO DONATI
Stalker seriale condannato a un anno e 10 mesi

Biglietti d’amore e palloncini a forma di cuore, ma anche pedinamenti e minacce alla donna che lo aveva lasciato

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VALDINIEVOLE

Lo aveva già fatto con altre donne. E per le sue insistenze maniacali era anche finito agli arresti domiciliari. Questa volta, per aver perseguitato la sua ex cercando di riaccendere in lei una fiamma a quel punto sostituita dalla paura, per lui è arrivata la condanna da parte del gup del tribunale per stalking, violenza privata e violazione del divieto di avvicinamento. Biglietti amorosi, palloncini a forma di cuore, promesse d’amore eterno, ma anche pedinamenti e minacce: il tutto gli è costato un anno e 10 mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena e con l’obbligo di pagare una provvisionale di 4.000 euro alla parte civile in attesa del procedimento per il risarcimento dei danni.

Ad essere processato con il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare, un 57enne di Livorno che non si era rassegnato alla fine della relazione con una donna di alcuni anni più giovane di lui residente nella Valdera (in provincia di Pisa) ma che lavorava in Valdinievole, dove aveva un’abitazione di appoggio e dove si è consumata la maggior parte degli atti persecutori.

Le indagini che hanno portato al processo sono partite dalla querela che la donna aveva presentato ai carabinieri di Monsummano il 6 ottobre scorso, in cui aveva raccontato della relazione durata circa un mese, l’agosto precedente, con quell’uomo che lei aveva lasciato non appena si era accorta del suo carattere violento. E di come lui non si fosse rassegnato alla fine della storia, neppure quando lei era andata a convivere con un altro. Continue telefonate e sms in cui la pregava di rimettersi insieme a lui (aveva anche dovuto cambiare il numero di telefono), e poi, la sera del 4 settembre, in una discoteca di San Miniato, l’aggressione – una spallata e un colpo alla schiena – che l’avevano mandata all’ospedale (3 giorni di prognosi). Il 6 ottobre successivo, all’uscita dalla stessa discoteca, la donna se lo era ritrovato davanti nuovamente: “Amore mio” le aveva urlato per tre volte facendo il suo nome e inseguendola fino a un bar vicino in cui si era rifugiata.

L’11 ottobre, poi, uscita dal lavoro, aveva trovato sul cofano dell’auto una decina di cartoncini con messaggi d’amore (Ti amo per tutta la vita; Ti sposo; Lui ti sta usando; Ritorna da me...) e un palloncino a forma di cuore: impaurita, era corsa dai carabinieri consegnando tutto a loro. Poi, tre giorni dopo, mentre andava al lavoro, nonostante non fosse alla guida della propria auto proprio per evitare di essere riconosciuta e seguita, era stata affiancata dall’ex, che ripetutamente aveva cercato di tagliarle la strada per farla fermare. In preda al panico aveva raggiunto la caserma dei carabinieri: scesa dall’auto, era svenuta e si era risvegliata all’ospedale.

Una settimana dopo per il suo ex era scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento a lei e a tutti i luoghi da lei frequentati, nonché quello di contattarla in qualunque modo. Obbligo violato più volte, quest’ultimo, anche quando aveva fatto pressioni sulla donna e sul nuovo compagno di lei affinché ritirasse la querela. —

MASSIMO DONATI

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