Sicurezza
Montecatini riparte dal Tettuccio: riapre lo storico stabilimento
Anche se con orario ridotto e nel rispetto delle regole anti-contagio dal 20 giugno tornerà a spalancarsi la cancellata in ferro simbolo della città
montecatini
Con quasi due mesi di ritardo, il 20 giugno riapre al pubblico lo stabilimento termale Tettuccio. Con orario ridotto: dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 19. Apertura in sicurezza per i curisti e i dipendenti che dovranno attenersi alle regole post lockdown. Con misurazione della temperatura all’ingresso.
Un segnale importante per una Montecatini dove al momento ha avuto la forza di riaprire solo il venti per cento degli alberghi. In una città dove commercio e turismo faticano e stentano a ripartire. Ma il Tettuccio non è soltanto uno stabilimento termale. Il Tettuccio è Montecatini. È come il mare per Viareggio, la Torre pendente per Pisa o il Colosseo per Roma. Sbagliato accorgersi dell’importanza delle cose solo quando non ci sono più.
Se c’è qualcosa che assomiglia assolutamente ad una mamma per Montecatini questo è il Tettuccio. Da qui tutto ha inizio e purtroppo anche fine. Dal piazzale Domenico Giusti vengono erogate le acque Rinfresco, Tettuccio, Regina e Leopoldine. Per chi ha problemi di stipsi, diabete colesterolo sismetabolismi dell’acido urico, dei lipidi e dei glucidi patologie del fegato, dello stomaco e dell’intestino. Ma anche per chi soffre di depressione. O solo come luogo per rimettersi dopo un percorso post operatorio.
D’inverno, per tradizione, chiude, sostituito dalle Terme Excelsior. Ma solo per permettere ai giardinieri di continuare a curare un meraviglioso parco ricco di cedri del Libano, palme, sequoie, acacie, allori, glicini, pini e tigli. E quando arrivi davanti all’ingresso monumentale con la grande cancellata di ferro battuto e con rispetto referenziale stai per varcare l’ingresso (lo stesso attraversato in centinaia di anni da re, attori, politici, vip di ogni parte del mondo), un brivido ti attraversa la schiena.
Ma questa è storia vecchia che va a scontrarsi con la realtà quotidiana. Fatta di debiti, rischio fallimento, promesse politiche e sogni di gloria.
Nel 2020 il lockdown ha tenuto sigillato anche il grande cancello della manifattura Berti di Pistoia. Nessuna apertura pasquale. Sembra passata una vita e anche il turismo russo, che tanto ha imparato ad amare le nostre acque termali, è svanito. Con la chiusura delle frontiere degli aeroporti e il timore di restare impigliati in qualche lunghissima quarantena. Anche i numerosi servizi fotografici dei matrimoni dei cinesi di Prato sono scomparsi. E così eventi aziendali, set cinematografici, di moda: tutte voci per portavano all’azienda soldi freschi ed immediati.
Ma il Tettuccio quando riapre? È diventato un tormentone in città, ma non solo. Anche se realmente si contano sulle dita di una mano i montecatinesi che usufruiscono della tessera annuale di 50 euro per l’ingresso residenti. Fra pochi giorni lo stabilimento aprirà. Non resta che rimboccarsi le maniche e ricominciare proprio dalle origini, e dimostrare che una volta i primi a bere l’acqua di Montecatini furono proprio i montecatinesi. —
Simona Peselli
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